Gite bolognesi.

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La drastica riduzione del prezzo della benzina alla pompa mi ha spinto a percorrere ben quattrocento chilometri nel week-end. Alla faccia degli sceicchi arabi e della crisi, tiè. A parte la breve parentesi il venerdì a Urbino, con guida in mezzo a fulmini e saette al ritorno, la destinazione vera e propia è stata ancora una volta Bologna. Oltre al vantaggio del petrolio sceso fino ai cinquanta dollari al barile, ha influito la pessima prestazione(ma non è una novità) di schifitalia Ferroviedellostato dell’ultima volta, che ha contribuito alla mia scelta così poco felicemente antiecologica e antirisparmiosa.
A dire il vero poi le quattro ruote(e il riscaldamento annesso) mi hanno permesso di arrivare senza tanti patemi d’animo e geloni ai piedi rispettivamente al Covo, all’Ikea e al Locomotiv.
Ma andiamo con ordine, al Covo suonavano i Beach House, e mi sembrava un ottimo motivo per tornarci visto che l’utlima volta era stato per l’apertura stagionale. E se a Settembre c’era talmente tanta gente che ci avevano sbattuto la porta in faccia,questa volta non c’era anima viva. Sarà perchè sono arrivato presto pensavo, invece è stato il Covo più moscio che abbia mai visto, e dire che qui organizzano pullmann per venirci..
Aprivano il concerto Jana Hunter e i suoi fratelli, praticamente lei è la ragazzina sfigata del video dei Blind Melon che ha tolto il costume da ape e si è messa a cantare. Poverina, lo fa anche bene,ma fa tristezza da quanto è brutta e sfigata. Poi arrivano i Beach House, ma la situazione non è che migliora molto, anzi,un tipico vestito tradizionale del Congo indosso alla cantante di Baltimora non fa altro che peggiorare la situazione. La formazione è sempre trio, questa volta batteria-chitarra-tastiera, e lei ha un vocione a metà fra Nico e Patty Smith. I pezzi sono belli, ma il pubblico è freddino e loro sono abbastanza impacciati, un picco della serata è quando va via la corrente alla tastiera e lei impreca un “PowerFuck!” che scioglie un pò l’atmosfera. Il concerto scorre veloce, e quando finisce il Covo è ancora paurosamente vuoto, quindi per ingannare l’attesa non c’è posto migliore del circoletto al piano di sotto e che finalmente si è dotato di Red Bull. Ma anche dopo svariati cocktail la situazione di sopra non è migliorata di molto, sala grande sbarrata.Poca gente,molti erasmus(mi hanno detto)ma sopratutto musica di merda. Non ci sono due pezzi di fila per il verso. L’unico momento in cui mi stavo esaltanto con M.I.A. il dj coglione manda tutto in vacca e passano TRE minuti prima che rimetta su altro disco. Unica costante il matto con le mesh dell’Hana bi che se ne sta tutta sera sopra il cubo ballando con una chitarra finta in mano. Imperterrito.
Dopo una lunga e riposante dormita al resort “dormibene” apro gli occhi pensado di vedere cumuli di neve, invece splende il sole fregandosene dei metereologici e dell’inverno. Come da programma si parte per l’Ikea con non poche difficoltà e perdendomi tra rampe, uscite e cartelli inesistenti. Una volta raggiunta,entrare è un piccolo trip allucinogeno con tripudi di suoni e colori e oggetti, e mi lascio trascinare nel flusso di gente senza coscienza ma in beatitudine. Mi riprendo solo quando si raggiunge la zona pappa perchè si sa che l’ikea mette fame. Cannelloni insapori, arancino discreto e dolce più che buono il responso del self. Una visita al reparto letti per un mio ambizioso progetto futuro e poi si può anche fuggire da questo avamposto scandinavo in terra emiliana.
Visto che è presto per il Locomotiv, un paio di spritz da Osvaldo non me li toglie nessuno. Anzi me li toglie quel coglione dello Sceriffo che ha pensato bene di blindare il pratello con tutti i suoi bei locali e le sbronze del pomeriggio. Deluso come un bambino a cui è caduto il gelato appena acquistato,dirotto verso il Sesto Senso dove consumare il mio meritato spritz.
Dinner at Locomotiv
I tempi sono ormai maturi per il Lokomotiv dove ci aspetta concerto dei Father Murphy più cena a cinqueuro. Purtroppo la cena è di quelle francesi e un pò inutili, belle da vedere ma assolutamente poco sostanziose. Inoltre i concerti iniziano solamente due ore più tardi e io non posso biasimarmi di fare un pisolino nel divano nell’attesa. Caliamo un velo pietoso sul gruppo spalla e finalmente salgono i nostri eroi trevigiani. La formula è sempre quella,scuola di Barrettiana memoria, psichedelia e melodie malate, ma sul palco sono molto più affiatati rispetto a qualche anno fà. Qualche inconveniente tecnico nulla toglie al loro concerto. Solo che sono provato dalla sbronza della sera prima, dalle camminate bolognesi, dal freddo e dall’ikea, che notoriamente succhia energia,e torno al resort “sogni d’oro” prima della fine. Il tempo di una tisana e via che si dorme di brutto. La mattina arriva subito, le nuvole grigie hanno preso il posto del sole ed è già ora di cavalcare la mia quattro ruote che tanta ha paura delle alci per ridiscendere l’A14.
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2 Responses to “Gite bolognesi.”


  1. 1 anonimo 25 novembre 2008 alle 00:07

    la cosa veramente positiva di tutto… e’ che sembra tu abbia imparato a far foto anche al “buio” dei concerti 🙂

  2. 2 esse1 25 novembre 2008 alle 01:51

    beh,lo prendo come un complimento!


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