Classifica di metà anno.

Puntuale come il solstizio d’estate, celebriamo la metà di questo disgraziato duemiladodici con la classifica di quello che è uscito fino a adesso e che mi è piaciuto di più. Se non siete d’accordo sono fatti vostri.

1)Beach House –  Bloom.
Che dire, ogni volta ci deliziano con un disco sempre uguale eppure sempre meraviglioso. Com’è bello naufragar in questi tappeti sonori.
2)M. Ward – A Wasteland Companion.
Un disco un pò sbilenco, un pò anni ’50, un pò triste e un pò allegro. Però è una delle cose più belle di questo (finora) 2012.
3)Damien Jurado – Maraqopa.
Mi accusano che mi piace sempre e solo la musica triste: Ok, è vero. E questo disco lo è abbastanza per stare sul podio.

4)Lambchop – Mr. M
Che delizia questa musica per ascensori fatta con il cuore.

5)Michael Kiwanuka – Home Again.
Bella rivelazione per un dischetto con un tre/quattro pezzoni e una voce e un mood da negrone che gli da quel qualcosa in più. Marvin Gaye del 2012.

6)Sandro Perri – Impossible Spaces.
Ma chi è costui? E che razza musica è questa? Eco di anni ’60, flauti, suite di dieci minuti, cantato sussurrato e strumenti sfiorati, non lo sappiamo ma ci piace molto.

7)AAVV – Mojo – 2012.03 – The Songs of Leonard Cohen Covered.
Lo so, un disco di cover in classifica fa sempre un pò brutto, però parliamo di pezzoni stratosferici, e fatti da gente con le palle quadre tra cui svetta ovviamente il nostro eroe Bill Callahan.

8)Cowboy Junkies – The Wilderness.
Come fare quattro dischi con la stessa copertina e la stessa musica, cambiando solo le stagioni e gli autori delle canzoni. Dopo il capolavoro con i pezzi di Vic Chesnutt scendiamo un pò di altitudine, ma è sempre un bell’ascoltare.

9)Emeli Sandé – Our Version Of Events.
Vabè, il primo pezzo jungle anni ’90 che sembra Goldie vale per tutto il disco, poi purtroppo si perde in un pop inutile e un pò becero.

10)Cromatics – Kill For Love.
Un disco lunghissimo ed eterogeneo. Si va dalle chitarrone riverberate che vanno tanto di moda adesso, ai synth degli Air, alle atmosfere di Four Tet. Vediamo se dura.

Dischi ascoltati tanto ma che non ci hanno convinto troppo:

Mark Lanegan Band – Blues Funeral
Dirty Three – Toward The Low Sun
Lana Del Rey – Born To Die
Sigur Rós – Valtari
Grimes – Visions

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