Comeback

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Questa estate mi chiesero: ” che concerti belli ci sono da vedere?” Ricordo che risposi deciso: “Eh, ci sono gli Shout Out Loud, ma sono a Ottobre.”

Alla fine Ottobre è arrivato, e al concerto ci sono andato. E pure chi mi aveva chiesto il consiglio.

Ora non sto a spiegarvi chi sono gli Shout Out Louds, perchè se li conoscete, li amate, se non li conoscete evidentemente non vi piace il genere. Diciamo che il classico ascoltatore degli SOL è il tipico frequentatore dell’Hana-bi, indie-rocker, un pò danzereccio, e col sorriso in bocca.

Siccome io faccio parte di questa categoria (oddio, spesso sono pure musone, ma questo è un altro discorso) ho organizzato questa gitarella al Bronson. Che in realtà doveva essere pure una scampagnata nella città di teodorico, ma causa pioggia, è rimasta la classica accoppiata aperitivo-pizza-concerto. Per fortuna ho trovato pure un volontario pilota che mi ha permesso anche di pisolare alla grande nel viaggio di ritorno.

Anche se una settimana prima ancora si andava al mare, ieri era brughiera pura, con pioggia, freddo e nebbiolina, e il circolo di fianco al Bronson con gli umarell che giocano a carte, non mi è mai sembrato così accogliente. Seccata in poco tempo una bottiglia di bianco, abbiamo continuato con le libagioni alla pizzeria Bella Egitto, e poi finalmente dentro lo stanzone per il concerto. Il tipo che faceva da spalla non ce lo siamo proprio cagato, visto che era un pò grigio, e sopratutto avevo trovato una sedia libera (ah, la vecchiaia).

Alle 22,40 salgono sul palco i cinque di Stoccolma, e subito si inizia a battere il tempo con il piede, e a canticchiare il ritornello. Il cantante ha una ciuffa un pò da big jim, il bassista un cappello come tutti i  bassisti, il chitarrista entra col piumino nonostante i 30° del locale, il batterista è gaggio, e la tipa alle tastiere ostenta fascino nordico nonostante l’età ormai da Prenatal.

Il concerto scorre che è una bellezza, visto che in pratica sono tutti possibili singoloni, e si spesso si canta, e qualcunio accenna pure un inizio di pogo ovviamente fomentato dal solito Merighi.

A fine concerto sono sudati marci, ma si vede che sono contenti come lo siamo noi, finalmente il chitarrista ha tolto il piumino e un bis di un paio di pezzi accontenta tutti.

Per una volta la Domenica è stata svedese senza passare dall’Ikea.

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