Archivio per febbraio 2016

Corso di cucina vegetariana

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Ebbene si, dopo quello di pasticceria (sempre sia lodato) e quello di tagliatelle, mi sono fatto pure questo altro corso. Un po meno sfizioso, ma sicuramente più salutare.

In realtà mi è piovuto sulla testa, visto che tutti gli anni le code chilometriche all’iscrizione ai corsi dell’età libera mi fanno sempre passare la voglia di iscrivermi. Ed anche quest’anno era andata così. Non fosse che una signore del corso prima, mi contatta dicendomi che non può più seguirlo, e chiedendomi se io voglio continuarlo al posto suo.

Mai regalo fu più apprezzato. Il grembiule griffato già l’avevo, e mi sono fiondato nelle sei puntate rimanenti. Il corso è tenuto da un ragazza molto giovane, dall’aspetto un ribelle stile centro sociale, ma simpatica. Gli altri partecipanti sono per lo più azdore di mezza età, una ragazzina viziata da prendere a calci nel culo, due uomini a cui interessa solo svuotare bottiglie di vino portate da loro, e una signora anziana, che conobbi nell’altro corso, di quelle tremende che sanno tutto loro.

Vista la larga maggioranza femminile, il chiacchiericcio a volte raggiunge livelli insopportabili, e si fa fatica a seguire le lezioni. Ogni volta c’è un argomento e le ricette si sviluppano su quello, e alla fine si prepara pure un dolce.

Con mio grande sgomento scopro di essere l’unico vegetariano dentro quella cucina, a parte la ragazzina viziata che si dichiara vegana ma il vistoso adipe tradisce frigo scassinati in piena notta alla ricerca di qualsiasi cosa vivente o meno commestibile.

Ci sono state serate veramente interessanti, come quelle sulle polpette, ed altre meno come quella sulla cucina crudista, con gli spaghetti di zucchine, o quella sulle alghe, dove ho seriamente rischiato di vomitare.

Comunque sempre un esperienza divertente ed istruttiva, diversi piatti li ho già sperimentati a casa con risultati piuttosto convincenti. Abbasso la ciccia.

 

The Hateful Eight

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Dicevamo, centellino le mie uscite al cinema, anche perchè porca vacca: €9 i giorni normali e €6,50 il mercoledì è un vero insulto alla povertà.

Comunque aspettavo l’ottavo film di Tarantino, e per il 2016 direi che siamo a posto con il cinematografo.

Son dovuto andare perchè nell’era di facebook era dura riuscire a sopravvivere ai vari spoiler più o meno volontari, e volevo arrivare davanti al grande schermo con gli occhi vergini.

Manco si fossero messi d’accordo, quelli che probabilmente saranno i migliori film di questo maledetto anno bisestile, si svolgono interamente in mezzo alla candida neve.

E se Inàrritu ha puntato tutto sulla magnifica fotografia, il buon vecchio Quentin punta tutto sulla storia e i dialoghi, come suo solito.

E come mio solito, il giorno dopo mi sono sparato di nuovo le tre ore di film per carpire i piccoli particolari sfuggitomi nella prima visione, ad esempio quando alla fine la bagascia viene impiccata, dietro di lei due racchette formano delle ali come fosse un angelo.

Si è parlato molto di come il film ricordi “La Cosa” di Carpenter, e questo è vero, ma io ci ho visto tantissime analogie con “La Casa” di Sam Raimi. La baracca di legno, le amputazioni, il sangue vomitato in faccia, ed infine la botola. Si dice che due indizi fanno una prova, e qui sono pure di più.

C’è anche tanta Agatha Christie, più “Dieci Piccoli Indiani” che “Assassinio sull’Orient Express”.

Ma non sono tutte rose e fiori. Mi è parso uno dei suoi film più deboli, pur nella sua grandezza. Il fatto che abbia utilizzato tutti attori che hanno fatto altri suoi film, mi è parso una debolezza, un modo per vincere facile andando sull’usato sicuro, tanto è vero la miglior interpretazione è di gran lungo quella di Jennifer Jason Leigh, la bagascia, e per lei questa è una prima volta.

Come sempre, il citazionismo, anzi: l’autocitazionismo, è la parte che noi fans apprezziamo maggiormente: le sigarette Red Apple, Tim Roth che si prende una pallottola nello stomaco, gente nascosta sotto il pavimento di legno, l’aura intorno alla lettera di Lincoln, il modo in cui gli assassini entrano nella locanda, e tanti altri piccoli particolari, cognomi, uccisioni che ci fanno felici.

Purtroppo non ho visto la versione originale girata in 70mm, e una volta a casa ho pure scoperto di aver perso una ventina di minuti, e la cosa mi ha fatto girare molto le balle, cercherò di rimediare in rete. In compenso le quasi tre ore passano velocemente, nonostante una prima parte più lenta, e quando si arriva al finale rimane una piccola sensazione di delusione, anche perchè il finale è un pò tronco. So che originariamente era diverso, poi Tarantino l’ha cambiato in corsa perchè era stato leakato, e forse era meglio mantenerlo, chissà.

 


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