Posts Tagged 'arcade fire'

4)Arcade Fire – Everything Now

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Ai più non è piaciuto, forse perché il primo singolo sembra sia una specie di parodia degli Abba, in realtà se si ascolta senza pregiudizi è un capolavoro pop: coi violini perfetti, una linea di basso che tiene su tutto, il coro da stadio finale, non manca nulla. E del resto chi è più pop del gruppo svedese?! Forse non è piaciuto ai più il fatto che il piedino si muove spesso e di sicuro la presenza in produzione di metà Daft Punk ha determinato questa direzione, ma attenzione perchè questo non è certo un dischetto dance senza anima. Musicalmente perfetto, suonato bene, incastri ottimali, canzoni unite, gran cura dei suoni, innesti elettronici, abbiamo di tutto ed ogni cosa è a suo posto, forse i testi a volte peccano un po di leggerezza, ma gli intrecci vocali tra Win Butler e Règine non sono mai stati così complementari.
Canzone: Everything Now.
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Her

Her

Non attendevo tanto un film da “Into the Wild”. Finalmente dopo mesi di attesa finalmente Her è arrivato nei cinema. NEL cinema, visto che a Pesaro è uscito solo al Loreto, che è un piccolo cinema della parrocchia fermo agli anni ’70.

Per quanto ho cercato di conoscere meno cose possibili per evitare spoileramenti vari, sapevo praticamente tutto. Non sapevo però, quanto fosse bella la colonna sonora degli Arcade Fire, nè la bellissima fotografia, specialente gli esterni, anche se potev aimmaginarmela. Non sono riuscito a vedere (sentire) la versione originale, con la voce di Scarlett Johansson, ma devo ammettere che la Ramazzotti non ha per niente sfigurato.

La storia la sapete tutti: Theodore è un nerd appena lasciato dalla ragazza che scrive lettere sdolcinate per conto terzi. Installa un nuovo OS nel computer, questo ha una propria anima e finisce per innamorarsene.

In mezzo tra il diabolico Hal 9000 di Kubrickiana memoria e il meno famoso Lars e una ragazza tutta sua, Spike Jonze vuole farci riflettere, a volte anche ridendo, sul rapporto che abbiamo con le macchine, e su come la società si sta alienando sempre più senza accorgersene.

Il finale tira un pò troppo per le lunghe e forse si sente la mancanza di un vero sceneggiatore, di sicuro nel derby con il suo omologo Michel Gondry, questa volta vince il primo,  se non altro per la pesantezza del secondo tempo di Mood Indigo, degno della “cura ludovico”.

1) Arcade Fire – The Suburbs.


Arcade-Fire-The-Suburbs

Dopo un paio di giorni di suspance,ecco la prima posizione che più scontata non poteva essere. Perchè da quando si è saputo che usciva il disco,già si sapeva che finiva al numero uno. E il tutto nonostante sia loro disco più debole. E il più lungo.Ma è debole propio per questo, verso la fine ci sono troppi pezzi che andavano scartati e che finiscono per appesantire l’ascolto. Il mixaggio è piuttosto brutto poi, sembrano quelle produzioni loffie degli U2, e probilmente propio al gruppo irlandese stanno mirando, e non è detto che non ci arrivino un giorno. Quando li vidi in concerto a Settembre, il mio pensiero fu che sarebbe stata l’ultima occasione di vederli in un contesto “intimo”.
Nonostante ne abbia parlato male fino ad adesso rimane un disco della madonne, quasi un concept sullo sprawl. Forma canzone in stato di grazia come sempre e arrangiamenti orchestrali fatti sempre con gusto. Forse con una produzione diversa sarebbe stato un altro capolavoro, ma godiamocelo così.
Canzone: Half Light II

Where The Wild Things Are.

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La prima volta che ho visto il trailer ne ero rimasto incantato.Wake Up degli Arcade Fire con le immagini surreali di Spike Jonze erano un richiamo a cui non potevo dire di no.
Molti altri invece potevano visto che al cinema eravamo quattro in tutto,ma non penso che questo film sia stato fatto con l’intento di sbancare i botteghini.Quindi sbrigatevi,lo toglieranno subito.
E’ tratto da un libro per bambini del ’63 e una mia amica tedesca asserisce di averlo letto appunto in tenera età.
Il protagonista è Max,un bambino solitario,quasi sempre vestito con un costume da orso(?) che provoca in me una sconfinata invidia.
Insomma non lo caga nessuno,è triste,litiga con la madre e fugge di casa iniziando un viaggio non si capisce quanto veritero e quanto di fantasia verso un isola abitata da strano mostri pelosi.Questi sono grossolani,con grandi occhi e denti affilati,ognuno con caratteristiche fisiche che rimandano ad animali(capra,uccello,toro)e caratteri differenti.E in un equilibrio instabile di questa piccola comunità in preda a depressione e scatti d’ira, l’arrivo del bambino porta una ventata di freschezza e buon umore.Purtroppo l’effetto dura poco e le creature passano in breve tempo dall’essere simpatiche ad aggressive,e nonostante la costruzione di un fantastico fortino la situazione va a puttane e il bambino ritorna a casa fra le braccia della madre.
Ovviamente la fotografia è spettacolare,i colori sono sempre autunnali,i paesaggi maestosi e il regista usa molte volte un inquadratura col sole e le sagome dei personaggi in negativo.
Tutto il film ha la colonna sonora cantata da Karen O degli Yeah Yeah Yeahs(ex di Jonze) che non fa altro che aumentare la poesia di questo piccolo gioiello novembrino.

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