Posts Tagged 'estate'

Last Day of Summer

IMG_3688Oggi è il primo Settembre. Il che tecnicamente significa che l’Estate è finita ed inizia l’Autunno. Come tutti gli anni, arrivato a questo punto, oltre a dover spiegare a tutti la differenza tra stagioni astronimiche e metereologiche, arriva il momento di fare dei bilanci.

Cosa mi ricorderò di questa Estate duemilasedici? A dire il vero poco. E’ volata via veloce, orfana di un Maggio Settembrino, e con il solito Luglio che vivo in apnea per i lavori notturni.

Mi ricorderò del Festival all’Hana-bi con i Destroyer, di qualche partita a beach, del classico appuntamento della Mostra del Cinema dove ho scoperto “C’eravamo Tanto Amati” per la prima volta, del tagliando di analisi che mi sono fatto per esorcizzare l’età che avanza e confermare le mie certezze alimentari, della rievocazione storica sulla linea Gotica di Montegridolfo, con i brividi e le lacrime nascoste con fatica.

Ma la cosa che ricorderò più è stata la scoperta, o meglio la riscoperta, di un luogo magico come la pineta intorno a Lido di Classe. Un parco naturale protetto, un posto dove la natura l’ha avuta vinta contro la cementificazione selvaggia di tutta la costa Adriatica nonostante un grave incendio che l’ha colpita pochi anni orsono. Un posto magico dove non esistono ombrelloni, ma piccole strutture che ti puoi costruire con i tronchi potati dalle piene invernali del Po, dove non ci sono bagnini, lettini e ombrelloni, ma ognuno si gestisce come vuole, nel pieno rispetto per l’ambiente, un posto dove nemmeno il costume è necessario, basta la voglia di assaporare luoghi incontaminati e spogliarsi dei pensieri e delle preoccupazioni quotidiane.

Addio Estate 2016.

 

Tempo di classifiche.

Schermata 2016-06-29 alle 21.30.07

Lo so che fa brutto, ma Venerdì siamo già a metà di questo disgraziato 2016. Un anno pieno di morti celebri, di poche gioie ma anche di tanti buoni propositi. E Siccome a noi ci piacciono le tradizioni, come sempre ecco a voi la classifica dei migliori dischi usciti in questi primi sei mesi.

1)ANOHNI – Hopelessness

Antony ha cambiato tutto: sesso, nome, band, genere. Ma finalmente è tornata l’ispirazione. Un disco completamente elettronico dove svettano almeno 4 pezzi ai livelli dei primi dischi.

2)Car Seat Headrest – Teens of Denial

Per adesso gruppo rivelazione dell’anno. Un garage rock un po sbilenco, echi di Pavement, di Pixies, di Yuck in un disco fresco, fatto di pezzi a volte anche lunghissimi, ma che non stanca mai.

3)Jesu/Sun Kil Moon – Jesu/Sun Kil Moon

Il disco più strano fino a adesso. Il nostro eroe Mark Kozelek nella sua iper-produttività sforna questo lavoro insieme a Jesu (ex Godflesh) e ti spiazza con i primi pezzi fatti di riffoni metal-slowcore ed altri di spoken world sopra tappeti ambient.

4)David Bowie – Blackstar

L’ho ammetto: non sono mai stato un suo fan, e la sua morte all’inizio dell’anno mi sta facendo riscoprire alcuni suoi vecchi lavori, e anche questo suo testamento musicale dove Mark Giuliana svetta alla batteria e Donny McCaslin al sax.

5)Moderat – III

Quello che tocca Apparat diventa oro, sia quando fa dischi da solo, sia quando il progetto è insieme a Modeselektor.

6)Band of Horses – Why are you ok

Si sono un persi, tra mille progetti paralleli, e dischi pochi ispirati, ma questo ha dei bei raggi di sole, un po come nella copertina estiva.

7)M.Ward – More Rain

Fa sempre il suo sporco mestiere di menestrello folk moderno, l’unica colpa è quella di fare sempre lo stesso film.

8)Ben Harper & The Innocent Criminals – Call It What It Is

Finalmente il vecchio Ben torna alla band originale e il risultato si sente subito. L’unico pezzo brutto è il singolo.

9)Eleanor Friedberger – New View

Dopo la separazione dai Fiery Furnaces, ormai è lanciatissima verso la carriera solista. Meglio del secondo disco ma peggio del primo.

10)Damien Jurado – Vision of us on the Land

Il nostro omone from Settle è sempre una garanzia, anche quando fa un disco come questo dove il focus si è perso per i boschi .

11)Hammock – Everything and Nothing

Nonostante facciano lo stesso disco dal 2005 io ne sono completamente ipnotizzato. Musicaperguidaredinottementrepiove.

12)M83 – Junk

La maledizione di fare un disco dopo un doppio meraviglioso è difficile da combattere. I francesi provano a cambiare mira ma gli anni 80 non sono così convincenti.

13)Minor Victories – Minor Victories

Di solito i supergruppi non funzionano mai.Slowdive, Mogwai, Editors, Sun Kil Moon, Twilight Sad. Di carne al fuoco ce n’è tanta, ma non sempre si cuoce bene. Forse è proprio la voce di Rachel Goswell a guastare la pietanza.

14)Peter, Bjorn and John – Breakin’ Point

Questi svedesi ci sanno fare, ogni due anni riescono a sfornare un dischetto pop innocuo ma che ti si attacca alle orecchie. Anche senza fischio.

15)James Blake – The Colour in Anything

Che dire, il disco è bello. Però è troppo lungo, troppo difficile, ci vorranno almeno cinque anni per digerirlo e capirlo fino in fondo. Ovviamente il momento migliore è quando c’è Bon Iver.

No, non ci sono i Radiohead, visto che a me “A Moon Shaped Pool” fa cagare.

Solstizi e classifiche.

Schermata 2015-06-18 alle 21.13.32

Se siete degli abituè ormai lo sapete, oltre al classificone annuale, ormai da un pò segue pure quello semestrale, questa volta in concomitanza con la fine dell’estate, ovvero il solstizio, visto che da oggi le giornate saranno sempre più corte.

Niente capolavori per adesso, anzi, livello piuttosto basso, speriamo nella seconda parte dell’anno, ne ho già un paio che aspetto impaziente.

1)Sufjan Stevens – Carrie & Lowell
A 5 anni dall’ultimo disco, il buon Sufjan ci spiazza con un disco monocolore, abituati come siamo ai suoi lavori caleodoscopici, faccio un po’ fatica ad accettare un disco tutto sussurrato e chitarra acustica, arrangiamenti prossimi allo zero, e depressiometro a fondo corsa. Ma il sangue non mente, e il livello rimane altissimo.

2)Courtney Barnett – Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit
Una sorta di Sheryl Crow australiana un po’ più grezza, in attesa del nuovo di Sharon Van Etten ce la facciamo bastare.

3)Father John Misty – I Love You, Honeybear
J. Tillman continua ad affascinarci con le sue ballate folk anche con il nuovo pseudonimo, continuando la tradizione di Damien Jurado e compagnia. Un po’ di fiati mariachi, tante chitarre acustiche, e melodie che non stancano mai. In attesa che Mark Kozelek distrugga quella cazzo di chitarra classica, ci consoliamo così.

4)Blur – The Magic Whip
Ci avevo scommesso pochissimo su questo ritorno, e invece è piuttosto piacevole vedere che hanno ancora qualcosa da dire, i pezzi più loffi sono quelli stile Albarn solista, quando sono insieme funzionano ancora.

5)Jamie XX – In Colour
Molto hype dietro il primo disco solista di una metà degli XX. Metà disco molto gradevole, scelte dei suoni sempre azzeccate, anche se a volte occhieggia un po’ alla disco. L’altra metà del disco ha canzoni a caso compreso un reggaton, messe probabilmente per riempire, comunque quando canta Romy è sempre un altra cosa.

6)Modest Mouse – Strangers to Ourselves
Un calderone incredibile di canzoni, idee, suoni, e tutto quello che può passargli in mente. A volte tutto questo fa fatica ad amalgamarsi e si perde un po’ il concetto di disco, forse era il caso di sforbiciare qua e là.

7)Florence and the Machine – How Big How Blue How Beautiful
La rossa ci riprova a conquistare le classifiche del pop, ma rimane imbrigliata in quelle della indie. Comunque un passo avanti al disco precedente che aveva un singolo strepitoso e il resto debole.

8)Squarepusher – Damogen Furies
Un altro disco pazzesco per il nostro eroe, che ogni volta riesce a spiazzarmi cambiando registro ogni volta. Non un ascolto semplicissimo ma sticazzi.

9)The Staves – If I Was
Devo ammettere che se Justin Vernon non avesse prodotto questo disco, non lo avrei cagato di striscio. Ma siccome sono in scimmia da Bon Iver, ascolto qualsiasi cosa lui tocchi. Il gruppo è abbastanza inutile, una roba tipo Coors con tanto di coretti, ma quando ci mette la mano lui, anche la merda sembra buona.

10)William Fitzsimmons – Pittsburgh
Il nostro eroe barbuto dell’Illinois ha sfornato il suo ennesimo disco, forse l’ottavo, boh, e come sempre non se lo caga nessuno. Invece è gradevole e rilassante il suo canto sospirato su dolci melodie acustiche. Peccato per la terza canzone con la base elettronica che non c’entra una sega.

Altra roba che ho ascoltato ma che non è entrata in classifica:
-Christopher Owens – Chrissybaby Forever
-Bjork – Vulnicura
-Calexico – Edge of the Sun
-Sun Kil Moon – Universal Themes
-Faith No More – Sol Invictus
-Death Cab For Cutie – Kintsugi
-Mumford & Sons – Wilder Mind
-Verdena – Endkadenz Vol.1
-Viet Cong – Viet Cong

The mighty Summer ’14

Di solito aspetto l’equinozio d’autunno, ma col fatto che quest’anno cade il 23 Settembre, e in quei giorni io avrò le chiappe al sole di Mykonos (spoiler) direi che il canonico resoconto dell’estate si possa già fare.

E’ stata una estate balorda, ok, più balorda del solito, inevitabilmente strozzata dall’affare patente-gate prima, e dai soliti lavori massacranti poi. In pratica è iniziata e finita nel giro di un mese. Aggiungiamo anche il fattore metereologico e la frittata è fatta, però con la farina di ceci che è più buona.

Di questa estate 2014 ricorderò i miei viaggi in treno in compagnia degli sbarbatelli spatentati anagraficamente, la mia prima Molo Street Parade, le mattine passate a fare prelievi del sanngue e a combattere contro la burocrazia, una notte rosa con un concerto improbabile di Elisa, ed infine una strana apparizione bionda con accento padovano a farmi vedere un pò di luce.

Nel mezzo le solite giornate lavorative infinite tra Microfestival, concerti di motociclisti, e bestemmie scrutando le nuvole nel cielo come uno sciamano; i miei Giovedì tranquilli con il cinema all’aperto della Sangiovanni; e la scoperta della Domenica mattina, sobria e operosa come una formica.

Mi sono perso il raduno Williams a Monza, le gite a Fiorenzuola, e quelle sul monte Conero. I venerdì fraidi riminesi,appunto immancabile degli ultimi anni, ma ci ho guadagnato in salute. Qualche dritto tra orari di treni improbabili, ed etilometri che scandivano i miei tempi di rientro, diventati anche troppo coscienziosi.

Ora ultimi giorni italiani e poi si parte per le mie meritate vacanze greche. Si proprio come le olive.

citazione-cinematografica-n-224-L-X4lf6r

Estate

130528-volcano-choir

Sono le 21,41 di un inutile Sabato sera di fine Agosto. A Rimini la questura ha chiuso tutte le discoteche, un paio di locali sulla spiaggia, e un delfinario. Sono appena andato in ferie e tra poco più di due ore sarà ufficialmente finita l’estate. Che poi si va ancora al mare e si riesca a fare ancora qualche bagno è un altro discorso, ma l’estate metereologica finisce adesso e da domani è già autunno. Giusto se non eravate abbastanza depressi eh.

L’ultimo post è di due mesi fa e nel frattempo è successo tutto e niente. Di sicuro ho lavorato come un negro e pure quest’anno ho giocato malissimo la carta ferie. Mi sono massacrato di lavoro e di sbronze quando potevo, tanto che sono arrivato al punto che il mio corpo ora rifiuta la vodkaredbull e io sono disperato perchè non so più come stordirmi.

Per un pelo è sfumata all’ultimo una vacanza in Crozia, e difficilmente verrà rimpiazzata, ma almeno proverò a riposare visto che sono ridotto a uno straccio.

Cosa ricorderò di questa estate duemilaetredici? Non so, probabilmente niente, mi vengono solo in mente festival infiniti e mattinate lavorative sotto i fumi dell’alcol e con un paio di ore sul groppone; un paio di schiuma party; le lunghe chiaccherate in cockney con mia cugina Allison; un virus misterioso; e litri di vodkaredbull per restare sveglio anche quando le gambe volevano solo stendersi.

Per fortuna nelle ultime settimane sono usciti un paio di disconi che andranno direttamente nella top ten a fine anno, per adesso non sveliamo niente, ma almeno sul versante musicale siamo messi meglio che l’anno scorso.

Last day of summer.

Lentamente, senza clamore anche questa estate ha tolto il disturbo ed ora se ne va a fare un viaggio nell’emisfero australe. E il fatto che le temperature siano ancora alte e che ci siano ancora coraggiosi in spiaggia non deve farci dimenticare che siamo in autunno da quasi un mese e che le foglie sono già in terra. Come sempre di questi periodi mi viene da fare un pò i conti col passato, fermarmi un attimo, guardarmi indietro e pensare a cos’è successo nei tre mesi più belli dell’anno.

Una stagione che era iniziata col botto, ovvero con io che mi addormento e faccio strike di birilli con la mia fedele Classe A, che a distanza di mesi è ancora incerottata.

Giugno è poi continuato con le allegre sbronze del Venerdì, e i Sabato mattina in condizioni pietose al lavoro. Poi il lavoro si è fatto più intenso, sono iniziati i service con la doccia di Novilara, e sono andati avanti fino alla sfacchinata del Microfestival. Nel frattempo ho frequentato la spiaggia di Baia Flaminia come non mai negli ultimi anni e finalmente la mia abbronzatura non era degna di un danese. Finiti i lavori ho iniziato a respirare un pò, e a prendermi qualche giorno di ferie, con la riscoperta dopo anni di Fiorenzuola, e la sua stupenda spiaggia sotto la falesia. Nel frattempo a fine Lugliosi è palesata la figura destabilizzante che ha elettrizzato diverse serate riminesi, nel bene e nel male, ma che almeno ha dato una scossa a questo freddo cuore insensibile. Poi è arrivata la trasferta di Villafranca per il festival un pò a sugellare la fine dei balli. Ora siamo già nel mood thè+film di woody allen+ ricette strampalate prese a caso. A giorni l’arrivo dell’amato piumone.

Classifica di metà anno.

Puntuale come il solstizio d’estate, celebriamo la metà di questo disgraziato duemiladodici con la classifica di quello che è uscito fino a adesso e che mi è piaciuto di più. Se non siete d’accordo sono fatti vostri.

1)Beach House –  Bloom.
Che dire, ogni volta ci deliziano con un disco sempre uguale eppure sempre meraviglioso. Com’è bello naufragar in questi tappeti sonori.
2)M. Ward – A Wasteland Companion.
Un disco un pò sbilenco, un pò anni ’50, un pò triste e un pò allegro. Però è una delle cose più belle di questo (finora) 2012.
3)Damien Jurado – Maraqopa.
Mi accusano che mi piace sempre e solo la musica triste: Ok, è vero. E questo disco lo è abbastanza per stare sul podio.

4)Lambchop – Mr. M
Che delizia questa musica per ascensori fatta con il cuore.

5)Michael Kiwanuka – Home Again.
Bella rivelazione per un dischetto con un tre/quattro pezzoni e una voce e un mood da negrone che gli da quel qualcosa in più. Marvin Gaye del 2012.

6)Sandro Perri – Impossible Spaces.
Ma chi è costui? E che razza musica è questa? Eco di anni ’60, flauti, suite di dieci minuti, cantato sussurrato e strumenti sfiorati, non lo sappiamo ma ci piace molto.

7)AAVV – Mojo – 2012.03 – The Songs of Leonard Cohen Covered.
Lo so, un disco di cover in classifica fa sempre un pò brutto, però parliamo di pezzoni stratosferici, e fatti da gente con le palle quadre tra cui svetta ovviamente il nostro eroe Bill Callahan.

8)Cowboy Junkies – The Wilderness.
Come fare quattro dischi con la stessa copertina e la stessa musica, cambiando solo le stagioni e gli autori delle canzoni. Dopo il capolavoro con i pezzi di Vic Chesnutt scendiamo un pò di altitudine, ma è sempre un bell’ascoltare.

9)Emeli Sandé – Our Version Of Events.
Vabè, il primo pezzo jungle anni ’90 che sembra Goldie vale per tutto il disco, poi purtroppo si perde in un pop inutile e un pò becero.

10)Cromatics – Kill For Love.
Un disco lunghissimo ed eterogeneo. Si va dalle chitarrone riverberate che vanno tanto di moda adesso, ai synth degli Air, alle atmosfere di Four Tet. Vediamo se dura.

Dischi ascoltati tanto ma che non ci hanno convinto troppo:

Mark Lanegan Band – Blues Funeral
Dirty Three – Toward The Low Sun
Lana Del Rey – Born To Die
Sigur Rós – Valtari
Grimes – Visions


Archivi

Flickr Photos

Blog Stats

  • 16.411 hits