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The Big Kahuna

Si lo so, l’ultimo post è del 22 Dicembre. Quindi sarà pure ora di aggiornare. E dire che nel frattempo è successo tutto e niente. Sopravissuti alla bufala Maya, e a un capodanno di quelli da perderci la salute, ci ritroviamo catapultati in questo anno 2013, e all’ennesima caduta di governo e relative elezioni. Siamo nel bel mezzo dell’inverno, ancora non fa il freddo porco dell’anno scorso, ma nel frattempo mi sono premurato di prenotare il mio primo viaggio dopo le Canarie del 2011, in un malfamato resort per italiani con poca fantasia, e tanta voglia di calore. La mia vita sociale procede sempre a rilento, fatta di serate solitarie passate cucinando improbabili piatti vegetariani e guardando film, e di fine settimana passati ad affogare nella vodka redbulll. E questa non è certo una novità. Questa sera mi sono visto per la prima volta The Big Kahuna ,un film del ’99 girato praticamente in una stanza con tre attori che filosofeggiano per circa due ore. Fino a oggi associavo Big Kahuna ai fast food citati da Tarantino, ma da adesso anche per il pezzo-pippotto finale, poi ripreso anche da Linus, e diventato Accetta il consiglio.

Video kill the radio star.

Non so se vi è mai capitato di andare in uno di quei centri commerciali, quelli grossi, dove oltre al mega-supermercato, ci sono anche una miriade di negozi, specialmente di vestiti. Mi viene in mente quello a Rimini dove puoi trovare i vari Pull&bear, Pittarello, Calliope, Zara e via dicendo. Insomma, se ci siete stati, avrete notato che in questi negozi solitamente c’è la musica a manetta. Di merda come sempre, di solito una radio di proprietà della catena, tenuta a volumi spropositati appositamente per stordire la clientela e indurla a spendere in modo spensierato.

Vabè, pure io lavoro in un negozio, anche se di strumenti musicali e non vestiti, e tengo la radio accesa. Anche se potrei attaccarla a impianti da rave party, la tengo a volumi umani perchè ho notato che succede l’effetto contrario, ovvero ci stordiamo noi che ci lavoriamo e usciamo dal lavoro completamente rincoglioniti.

Il problema è che noi non siamo Terranova e la nostra stazione radio non ce l’abbiamo, e quindi dobbiamo affidarci a quello che l’etere offre: praticamente niente.

In realtà io ascolto molto volentieri Radio Deejay, la musica fa veramente cagare, ma gli speaker sono molto divertenti. Linus e Nicola, LaPina, Nikky, Fabio Volo. L’elenco è lungo, e ognuno fa la radio a modo suo, e spesso mi capita di fermarmi da quello che sto facendo per ascoltare quello che dicono.

Problema risolto direte voi, un paro de palle dico io, perchè nonostante i miliardi di DeBenedetti la ricezione fa veramente schifo. Ci sono dei giorni in cui ti pianta a metà di un discorso, dei giorni che ti fa verire il mal di testa dal fruscio e i disturbi che che escono dagli altoparlanti.

Allora ogni tanto mi tocca cambiare, anche perchè poi Franz s’incazza, e allora metto sulla radio che teoricamente è più adatta alla nostra tipologia di clienti, ovvero rockettari. Ebbene questa radio è veramente imbarazzante: e non parlo degli speaker, stendendo un velo pietoso sul cinquantenne cocainomane che si fa chiamare Ringo, ma sul programma musicale.

Dischi hard rock che anche chi li ha comprati  negli anni ’80 si vergognerebbe di ascoltare, gli Scorpions, gli Skid Row, i Guns n’ Roses (P***o Dio, ancora??!!) il peggior Ligabue, e altre porcherie che per fortuna nemmeno riconosco. Mi viene da pensare che l’utente medio di questa radio che si spaccia per alternativa /barra/ rockettara sia il quarantenne che va ai concerti di Vasco Rossi col giubbotto di jeans e le toppe cucite sulla schiena.

Ho capito, domani sintonizzo su Radio Maria.


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