Posts Tagged 'viaggi'

Ich bin ein Berliner

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No, non è vero. Non sono berlinese e non lo sarò mai. E nemmeno ci vivrò. I motivi sono tanti, e il freddo è solo una delle risposte. Volevo darle un altra possibilità dopo la pessima reazione di dieci anni fa, ma nonostante due giornate di sole, il verdetto rimane un deciso no per me.

Per quanto sia fantastica, poliedrica, e con una storia ingombrante quanto le tette della tabaccaia di Amarcord, diciamo che non si fa particolarmente amare.

Appena arrivato, mi accorgo subito di quanto siano esosi i trasporti, e la prima sera lo shock maggiore: nei locali si fuma ancora. Questa pratica barbara viene reiterata in modo sconsiderato e se non sono morto di asfissia la prima notte è solo un miracolo.

Berlino è questo mix di pragmatismo teutonico, e anarchia da centro sociale. C’è una città con i palazzi di vetro e le Mercedes, con dentro un altra città coi palazzoni di stampo sovietico, le donne in burqua, e i party che durano tre giorni. Si perchè l’altro aspetto * è l’uso scondiderevole di droghe di tutti i tipi per permetterti di fare queste maratone sonore, e poi chissenefrega se ti sei appena ingerito un solvente per vernici, o un medicinale per cavalli, l’importante è finire, lo diceva anche Mina.

Certo, non è tutto da buttare via, questa volta ad esempio sono riuscito a godermi tanti degli innumerevoli parchi che sono incastonati in ogni quartiere, ho apprezzato la convenienza dei felafel e la scelta infinita di cibo disponibile a tutte le ore del giorno e della sera, come pure l’impossibile convivenza di integralismi religiosi che vivono a fianco a teste colorate, identità sessuali indecise, cani di ogni razza e una babele di lingue e persone che hanno trasformato la città dal passato tetro in un guazzabuglio caleidoscopico.

Auf Wiedersehen Berlin!

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New Life.

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Ci siamo, alea iacta est, il dado è tratto. Dopo ben vent’anni dello stesso lavoro, e dopo averlo pensato per anni, ho fatto il grande passo: ho preso un anno di aspettativa.

Che poi era il modo più semplice ed indolore di tagliare un cordone ombelicale a quello che oltre ad essere stato un posto di lavoro, è stata una creatura che ho cresciuto come un figlio, ma che tanto mi ha dato e tanto mi ha tolto.

Ora, non mi resta altro che capire che fare della mia misera vita.

Per ora, l’unica cosa che so, è che voglio girare il mondo, visitare amici sperduti in Europa che non sono mai riuscito a trovare, ed esplorare posti che ho sempre visto solo sulle cartine geografiche, magari anche grazie a Workaway, ma di questo ne parlerò un altra volta.

Nel frattempo in un paio di settimane ho fatto collezione di mezzi di trasporto: treno, auto, aereo, nave, metro, bus e mi sono fatto un giretto a Castellon della Plana, Benicassim, ed infine a Ibiza, questo luogo/non luogo dove tutto è possibile ( tranne viverci).

Sono tornato con le idee più chiare, il primo bagno della stagione, una discreta abbronzatura, un fegato provato, e una carta di credito usurata, ma chissenefrega.

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#Compleanni.

Chi mi conosce sa che odio i compleanni. Mi fanno incazzare, mi fanno andare in depressione, mi fanno litigare. Ai miei poveri amici/parenti che hanno subito tutto questo in questi anni chiedo scusa, ma è più forte di me.

Forse il tutto nasce da una delle mie prime feste di compleanno da bambino quando venirono in pochi e mi fecero dei regali veramente di merda, tipo una scatola di biscotti di quelle che vendono solo nei bar, e stanno lì per anni. Ecco, questo particolare ancora lo ricordo, saranno i biscotti la causa di tanto livore.

Comunque col tempo questa cosa non è migliorata, anzi, invecchiando è peggiorata, ed ogni compleanno ormai è una coltellata alla schiena.

Una volta almeno facevo finta di niente, e la giornata scivolava via tranquilla, ora invece c’è facebook a ricordare al mondo che sei un anno più vicino alla tomba. Questa volta poi il numero è pari e cambia pure suono, quindi la faccenda si complica notevolmente, tant’è vero che ho iniziato a preoccuparmi circa un mese prima.

Mi sono detto: “vabè, se proprio devo soffrire, almeno facciamolo col sorriso in faccia. Allora mi sono preso tutta la settimana di ferie, e ho pensato che un viaggetto al caldo fosse la soluzione migliore per il mio animo combattuto.

Pensa che ti pensa, Tenerife troppo caro il volo, Gran canaria manca proprio, Trapani mi affascina ma non mi convince, Barcelona è sempre bella ma ci sono stato venti volte, alla fine sono rimasto a casa.

Non solo, il primo giorno di ferie mi becco una polmonite fulminante che mi stende a letto per tutta la settimana e che mi rincoglionisce come un ornitorinco, quindi svaniti anche i residui progetti di gite a terme all’aperto e affini.

L’ultima goccia è la solita cartolina che cascasse il mondo arriva dalla vecchia zia inglese e che questa volta ha una calligrafia talmente incerta che non può che farmi sciogliere in lacrime.

Calma Stu, poche ore e anche questa volta è passato.

Hasta pronto.

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Siamo tornati alla base. Casa dolce casa.Che come sempre quando sei via non vedo l’ora di tornare e appena arrivo vorrei già scappare via.
In realtà finalmente ho fatto una vacanza decente,le ultime erano state un supplizio,e per la prima volta torno con le pile cariche,senza incazzature, ma anche senza rimpianti o delusioni.
Perchè, anche questa volta è stata una vacanza buttata su, mi sono semplicemente aggregato a un amico senza sapere ne dove andavo ne cosa facevo di preciso. Perchè l’intento era quello di scollegare cervello, cervelletto e masse grigie assortite, non pensare a nulla per dieci giorni e magari trovare un pò di coda di un estate che non ho praticamente mai visto.
E se barcelona, ormai è una seconda casa, e tornarci mi mette sempre i brividi, la scoperta del clima mite delle cinque terre mi ha letteralmente sconvolto.
Insomma avrete capito che son stato propio bene,e che non ho voglia di fare il racconto dettagliato, chi mi conosce avrà già visto le decine di foto che ho buttato su faccialibro,agli altri posso ne posto un paio qui, oppure cercate stu callahan.

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Turisti per caso.

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La stagione dei service è partita di brutto ed io mi ritrovo scaraventato nei posti più disparati della provincia. E mentre guido tra i monti facendo pericolosamente foto al magnifico paesaggio, aprofitto del tempo fra la fine di un soundcheck e l’inizio del concerto per visitare da buon turista crucco il paesino in questione. E’ un pò come quando girando l’europa con gli Sprinzi, mi capitava di vedere città sperdute che altrimenti mai nella mia vita avrei mai pensato nemmeno esistessero. Ed ecco allora che capita di percorrere un ponte medioevale a schiena d’asino e contemporaneamente sfruttare la connessione gratuita wi-fi nella piazzetta centrale.
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