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9)Villagers – The Art of Pretending To Swim

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Chi mi conosce sarà sorpreso di vedere questo disco “solo” al 9° posto. Beh, si sa, coi propri figli bisogna essere esigenti, e poi è la dimostrazione che non sono di parte. Insomma, il loro/suo disco del 2015 è nella mia top100 di tutti i tempi, non so se mi spiego. Qui il nostro eroe cambia rotta, e dal minimalismo acustico approdiamo ai synth, le batterie elettroniche e i campionamenti, dopotutto siamo pur sempre nel 2018. Rispetto al predecessore mancano gli acuti, ma mantiene un livello alto dall’inizio alla fine, del resto di mestiere ne ha, anche se ancora è un ragazzino, forse deve trovare la sua strada, il disco comunque è la colonna sonora perfetta per le domeniche piovose invernali col gatto sulle ginocchia e un thè in mano.
Canzone: Love Came With all That it Brings.

#1 Villagers – Darling Arithmetic

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E’ usanza per i principali network specializzati nella musica indie mettere al primo posto nelle loro classifiche annuali, un disco bello, ma non troppo e di cui si è parlato poco durante l’anno. E’ la sublimazione dell’essere alternativo in un contesto che già dovrebbe esserlo a sua volta. Quindi se Stereogum mette al primo posto un discodemmerda come quello dei Grimes, io ci metto quello dei Villagers che non è demmerda, anzi è proprio bello.
E’ uscito i giorni del mio compleanno, ma io l’ho scoperto in piena estate, grazie a Joyello, un altro blogger. E in uno di quei giorni di caldo assurdo di Luglio ho scoperto “Hot Scary Summer”, una dei pezzi più belli dell’anno. In realtà tutta la prima parte del disco (il famoso lato A) è un insieme di canzoni una più bella dell’altra. Atmosfere intimistiche, chitarre acustiche, voci sospirate, arpeggi sognanti, poche note di pianoforte messe solo dove servono. Chi mi conosce sa che queste sono le armi giuste a fare breccia nel mio cuore di pietra, e questo irlandese del cazzo ci è riuscito. Peccato per la seconda parte del disco, decisamente inferiore alla prima. Anche se ancora alla seconda prova, Conor J. O’Brien promette decisamente bene sia sul lato musicale che su quello dei testi, sempre profondi, attuali e a volte caustici. Lo attendiamo all’opera con la prossima uscita, sperando di trovarlo in cima almeno alla mia classifica.


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