Archivio per agosto 2014

Make it bun dem

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E così nonostante la mia veneranda età, ieri sera mi sono voluto togliere uno sfizio: andare a sentire Skrillex dal vivo. Che poi, uno che mette su i dischi dal vivo fa un pò ridere, vabbè.

Premetto che il suddetto era al Cocoricò, noto discoteca popolata da vacanzieri cafoni che dista mezz’ora da casa mia, e che ironia della sorte, nel parco sovrastante c’era la prima giornata del Tafuzzy Day, noto festival indie fatto di Vans e chitarrine innoque.

Insomma, ero lì per il festival, grazie alle mie sconfinate conoscenze ho rimediato un accredito a superscrocco, e sono entrato in piramide. Fuori nel frattempo si erano erette cancellate che neanche a Guantanamo, e c’erano pure le bancarelle abusive che vendevano le magliette come nelle migliori occasioni.

Dentro l’aria era talmente pesante che si poteva tagliare col coltello, e l’età media era di circa diciasette anni, gli accenti più partenopei che romagnoli. In consolle c’era Congorock che ha fatto un set tiratissimo e alla fine dei conti molto più ballabile del capellone ex-metallaro. Ero in rehab, quindi non ho toccato alcol nonostante ogni tanto mi sfiorava il dolce odore di una Red Bull a coprire le ascelle potenti che solo un adolescente con gli ormoni esplosi può avere. Verso le 2,30 inizia il set Skrillex, ma la piramide è talmente imballata che rimango ai margini della pista e non riesco nemmeno a vedere che faccia ha (dicono sia parecchio brutto NDR.)

In realtà la curiosità maggiore era di sentirlo con un impianto adeguato, e lo stack di FunktionOne  era un ottimo banco di prova. Purtroppo devono avere avuto qualche limitazione di troppo, visto che il volume era più basso del solito, e sono tornato a casa senza fischi nelle orecchie. Il suo set è fatto di pezzi suoi a volte rimaneggiati, a volte tali e quali al cd, mixati insieme ad altre cose fuori contensto tipo Intergalactic dei Beastie Boys.

Dopo un oretta mi era già rotto i coglioni, anche perchè era un orario indecente e il mattino seguente dovevo lavorare, quindi ho abbandonato la nave mentre i bar avevano già smesso di servire alcolici ed io per una volta non mi aggiravo come come un assetato nel Sahara.


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