Archivio per dicembre 2010

1) Arcade Fire – The Suburbs.


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Dopo un paio di giorni di suspance,ecco la prima posizione che più scontata non poteva essere. Perchè da quando si è saputo che usciva il disco,già si sapeva che finiva al numero uno. E il tutto nonostante sia loro disco più debole. E il più lungo.Ma è debole propio per questo, verso la fine ci sono troppi pezzi che andavano scartati e che finiscono per appesantire l’ascolto. Il mixaggio è piuttosto brutto poi, sembrano quelle produzioni loffie degli U2, e probilmente propio al gruppo irlandese stanno mirando, e non è detto che non ci arrivino un giorno. Quando li vidi in concerto a Settembre, il mio pensiero fu che sarebbe stata l’ultima occasione di vederli in un contesto “intimo”.
Nonostante ne abbia parlato male fino ad adesso rimane un disco della madonne, quasi un concept sullo sprawl. Forma canzone in stato di grazia come sempre e arrangiamenti orchestrali fatti sempre con gusto. Forse con una produzione diversa sarebbe stato un altro capolavoro, ma godiamocelo così.
Canzone: Half Light II

2) Shout Out Louds – Work
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A sentirli uno non ci crederebbe che questi quattro sedanoni sono svedesi.Perchè fanno del sano rock all'americana che pare gli manca solo un hamburger in bocca.Eppure gli scandinavi devono averlo imparato come si scrivono le canzoni,e siccome la vena pop non gli manca,il risultato è un disco godibilissimo (provatelo mentre guidate in autostrada ) che dopo innumerevoli ascolti è lungi dallo stancare.Anzi, fai pure fantica dal resistere di canticchiarlo o battere il tempo sul volante.
Erano finiti secondi nella classifica di Luglio,e lo restano meritatamente anche in quella definitiva,non fosse altro  perchè è uno dei dischi più positivi che ho ascoltato nel mucchio di cose depresse che girano solitamente.
Canzone: Fall Hard.

3) Broken Social Scene – Forgiveness Rock Record.
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Finalmente siamo arrivati sul podio,e a gran merito ci salgono i Broken Social Scene. Un disco che da noi ovviamente non si è cagato nessuno, ma che è un piccolo gioiello.E’ vero che non raggiungiamo i fasti di “You Forgot It In People”, ma i miracoli non si ripetono e ci accontentiamo di questo Bignami, una piccola enciclopedia di indie rock dove dentro troviamo frullato rock, indie, elettronica, arrangiamenti orchestrali, ospiti come Feist e Spiral Stairs, il tutto mixato da quel geniaccio di John McEntire che quello che tocca diventa oro.
Il disco è insolitamente lungo per gli standard del momento e non stanca mai propio perchè ogni pezzo è diverso dall’altro. Purtroppo,e questa è una moda dilagante,la copertina è orribile ma anche in questo i BSS mantengono una certa tradizione.
Canzone: Texas Bitches.

4) Beach House – Teen Dream.
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Mi pare che è stato il primo disco uscito nel 2010.Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta,ma loro sono rimasti sempre lì.
E il bello è che non stufa mai,nonostante fanno sempre la stessa canzone,utilizzando sempre gli stessi suoni.Però ti fanno entrare in una dimensione eterea con questi tappeti di organo d'altri tempi e questa voce da Nico del duemila.
Il disco non ha pezzi deboli e si lascia ascoltare come un flusso unico e continuo,e quando finisce,ti risvegli dal tepore chiedendoti perchè è già finito.
Canzone: Zebra.

5) Micah. P. Hinson – …And The Pioneer Saboteurs
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Lo so che vi aspettavate che il mio campione sarebbe stato là in cima,ma non è così.Propio perchè è il nostro eroe noi ci aspettiamo sempre il massimo,e questa volta non è stato così.Anche perchè veniva da un disco mostruosamente bello.
Però quello che lui fa con una mano legata dietro la schiena,è superiore a quasi tutto il resto,quindi questo dischetto un pò svogliato se ne sta a ridosso del podio.
Anche perchè di canzoni clamorose ce ne sono,gli arrangiamenti orchestrali sono sempre spettacolari,anche se a volte si fa prendere un pò troppo la mano,e si mangiano il resto.
A volte è rumoroso,quasi come quando suona dal vivo,però intonato.Verso la fine c'è una suite strumentale di quasi dieci minuti.La prima metà tireresti il disco contro il muro,la seconda vai in estasi.
Prendere o lasciare,Micah è così.
Canzone: Sweetness.

6) Four Tet – There Is Love In You.
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Siamo arrivati quasi in cima a questa effimera classifica e stavo notando che fino a adesso le chitarre scarseggiano e le batterie (vere ) ancora di più.Ma cosa ci devo fare se quest'anno per la musica cosiddetta elettronica è stato uno di quelli si.Oppure sono io che sto invecchiando.Oppure tutt'e e due.
Comunque qui si parla di cassa dritta,bella e buona.ma fatta con classe,non per far ballare giovani sballati di Red Bull,ma per accompagnare un lungo viaggio in autostrada.Le voci sono poche,i "suonini" tanti.Metti su il disco e in un baleno è già finito,in testa non ti rimane niente se non una piacevole sensazione di benessere e la voglia di riascoltarlo di nuovo.
W ableton.
Canzone: This Unfolds.

7) The Radio Dept. – Clinging To A Scheme.
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Finalmente i ghiaccioli svedesi, che quando non danno pacco ai concerti stanno immobili come statue di gesso, hanno fatto il disco che non ti aspetti.I raggi di sole penetrano nel ghiaccio e nascono canzoni che sanno di primavera e positività.A un certo punto parte una chitarra in levare e non sai più se stai ascoltando i Radio Dept. o una cassetta della Mecca del '93.
Il bello che la ricetta è sempre la stessa,batterie elettroniche lo-fi tappetoni di synth alla Cure e dolci melodie filtrate.Però se fino a adesso il clima era freddo e uggioso,adesso tutto volge al meglio.
Solo la prova del tempo ci dirà se la svolta avrà pagato,intando questo disco è in heavy rotation nel mio i-pod da Aprile.
Canzone: Heaven's On Fire


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