Archivio per settembre 2008

Partiamo alle 22 dalla Betta,quasi puntuali,e questa volta il ritardo non è causato da una donna.Strano.
Al casello intercettiamo man-u che fa comunella con dei ragazzini in panne per aver messo del diesel in una macchina a benzina.Cazzi loro.
Noi partiamo belli carichi e al primo autogrill non mi faccio scappare la promozione del pack di sei lattine di Red Bull con il cinquanta per cento di sconto.La metà finiranno prima di arrivare a Bologna.
Arrivati sulla tangenziale convinco il resto della truppa a deviare verso l’XM24 dove suoneranno gli amici Red Worms Farm.
Arriviamo velocemente e con un pò fortuna,e scendiamo direttamente dentro l’inferno di un centro sociale nell’anno duemilaeotto.La puzza di punkabbestia viene subito sconfitta all’interno da una coltre inpenetrabile di fumo che ti stringe i polmoni,si fa faticaa respirare ed a tenere gli occhi aperti,il frastuono ti punge le orecchie,la gente è assembrata davanti al palco che non esiste,quindi per vedere i ragazzi ti devi arrampicare sulle spalle di qualcun altro.Decido di schiantarmi subito lo stomaco con un paio di coca&rhum del Dico,so benissimo che più avanti questo gesto mi costerà caro.Mentre l’Irene si prova tutte le t-shirt dei gruppi come se fosse da Oviesse, il concerto scorre veloce e tirato.I ragazzi sono in forma come sempre,tranne che sono ingrassati di una ventina di kili a testa,sarà l’età.Come finisce il set ci perdiamo il DJ Ignoranza e scappiamo subito verso il covo schivando molossi e bastardini.
Come immaginavo una coda numerosa ci sbarra l’ingresso al locale.Non perdo nemmeno tempo a bestemmiare e mi fiondo nel circoletto dei vecchi dove trovo altri compagni di sbronze e ne approfitto per mescere un pò della mia Red Bull con della vodka autoctona.
Quando ci si diverte il tempo vola e quando mi dicono che finalmente si può entrare quasi mi dispiace.Dentro è una boglia già da un pò,ma non è una situazione insostenibile come poteva sembrare,questi qui non perdono mai il vizio di creare code all’esterno per farsi fighi,ma credono di essere il Prince!?
Mi scolo un altro paio dei miei drink in insulsi bicchierini rossi e a questo punto posso anche mettere il pilota auutomatico,le gambe vanno da sole.Il dancefloor è popolato di strane creature,le più bizzarre già viste all’Hana Bi.Giuro che non mi ricordo che musica dassero,ma credo ci sia stata della groova,ma un impianto Smart della Proel non da grosse soddisfazioni.Quando arriva il temuto orario di chiusura e le luci sono già accese,io sono preso dal panico perchè a quell’ora la botta è ancora alta.
Per fortuna c’è un pazzo che dice a tutto il locale che a casa sua in via Petroni numero sette ultimo campanello sulla destra si farà un afterhour.Ovviamente non mi lascio scappare l’occasione e ci fiondiamo nel classico appartamento studentesco modello benestante col suo bel iMac che spara musica,gente spalmata ovunque,frigo saccheggiato e vari mostri che vagano a fatica dentro la casa.
Inutile dire che a questo punto sono l’uomo più felice del mondo,ma dopo un lasso di tempo non quantificabile gli altri sentono i morsi della fame e allora si decide di lasciare il mio paradiso per il Parigino.
 In fondo alle scale mi intrattengo in una piacevole conversazione con una biondina inglese in compagnia di SupermarketMario e l’accento di Manchester si spreca.
Ovviamente è chiuso anche il Parigino quindi si parte in condizioni pietose verso l’A14.Nonostante la sosta dei mostri all’autogrill il viaggio è lungo e terribile e inframezzo il sonno con la visione di noi che voliamo fuori strada sull’asfalto viscido.L’ arrivo a casa è una salvezza,nonostante lo sguardo disgustato di mio padre che mi vede rincasare alle 8 di mattina.

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Continua il mio pellegrinaggio lungo la A14 questa settimana,e ieri è stata la volta di Bologna,accompagnando i Camillas come soundman.L’occasione era ghiotta:saltare un pomeriggio di lavoro,fare una capatina a Bologna,beccarmi l’ennesimo concerto dei Camillas,e tornare al Sesto Senso che è uno di quei pochi locali dove mi sento come a casa.
Partiti da casa prestissimo,anche se come sempre Zagor era in ritardo,arriviamo in un baleno,anche perchè da Cesena mi addormento di brutto.Subito intervista a radio Città del Capo,dove ci accogli tra l’altro Jonathan dei Settlefish.I Camilli interagiscono bene,anzi Ruben prende il soppravvento e sembra davvero divertirsi.E tra una canzone e una domanda,mi accorgo che ai vetri della sala di ripresa,c’è tutto il personale della radio che guarda incuriosita e divertita la performance.Uscendo dalla radio io e Ruben fantastichiamo di aprirci la nostra radio personale gasati dall’esperienza.
Velocemente raggiungiamo i viali e da qui il Sesto Senso percorrendo via Petroni carichi come muli.Ci accoglie Dimitri,uno dei soci del posto,che si rivelerà gentilissimo per tutta la serata.Veloce soundcheck con un amplificazione abbastanza ridicola,ma per fortuna mi porto dietro lil kit del bravo fonico,quindi riesco a sopperire brillantemente,quindi si parte con gli spritz mentre dalla cucina arrivano già profumi tentatrici.Ci raggiungono Il fratello di Ruben e la Gaia e si cena con una bella insalta veggie rovinata però dall’arrivo di un enorme vassoio di salumi carnivori,per fortuna il vinello pecorino(!?)fa del suo e siamo già tutti allegri.Lo siamo ancora di più quando inizia il concerto,i primi sguardi esterrafatti si trasformano nel giro di poco in divertiti e la gente interagisce bene.Nel frattempo aumenta la crew pesarese con l’arrivo di D. (tra l’autore delle foto)e di At The Bus Stop.Mentre gli spritz scorrono,le pezze volano il cocnerto volge al termine,metto vie le mie cose,parte un dj set piuttosto groova,anche se il volume è cameristico.Incontro Ricky dei G.I. Joe,per una volta in un posto normale, che mi invita all’XM questo sabato per il concerto dei Red Worms Farm,e mentro ripercorro l’autostrada verso casa,penso che vorrei già tornare a Bologna.

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Le orecchie a questo punto ronzano come non succedeva tempo,avevo pure lasciato i tappi a casa,ho i piedi indolenziti e mi fa male la schiena,ma questa non è una novità.Questo è il risultato del mio secondo concerto dei Melvins.Non che la mia vita sia scandita da concerti dei melvins,ma sono avvenimenti da celebrare,chissà quanto tempo andranno ancora avanti King Buzzo e Dale Crover.Dall’ultima volta infatti i capelli di Buzzo hanno la stessa identica forma,ma sono diventati bianchi,e il batterista è diventato un tipico ciccione americano.A parte l’aspetto poco modaiolo c’è da dire che sono impressionanti come sempre.Un trattore sonore che travolge tutto,a vedere il palco vuoto,con la doppia batteria e i muri di amplificatori veniva timore gurdando quelle bocche di fuoco,e la retina dell’ampli del basso che si gonfiava era molto esplicativa.Devo dire che la doppia batteria mi ha fatto godere,ma ha fatto pendere un pò la bilancia verso quest’ultima a discapito della chitarra,qualcuno lo ha anceh rimarcato,ma a me va bene così.Poi la scaletta è stata generosa con i pezzi vecchi,e sentire qualunque cosa da Stag era uno dei miei sogni.Da rimarcare:le bacchette dei batteristi,delle vere mazze da baseball,le chitarre stile Shellac che sembra vadano sempre più di moda,il tom Di Crover che in realtà era un timpano da 16″(!)il vestito di Buzzo(una tunica nera dalla testa ai piedi di velluto pesante.I Batteristi che hanno sbagliato diverse volte (evviva sono umani)e Crover che ha sorriso zero volte.
pollice giù per il secondo gruppo spalla,inutile e troppo prolisso,per i coglioni che fumano dentro i locali,per lo stronzo che getta la cicca di sigaretta in aria addosso alla gente,e per i ragazzini che se non pogano non stanno bene con loro stessi.
Da ricordare domani la data bolognese al Sesto Senso dei Camillas dove per l’occasione li seguirà il fonicoconreverbero,cioè io.
Accorrete gente,accorrete.
P.S. Pollice giù anche alla trattoria La Mia Patria di Ravenna che usa mettere le aringhe nella margherita.Porcavacca.

Avevo promesso di non farle più le triplette.E non sto parlando delle mie prestazioni sessuali,che tra l’altro ultimamente latitano,ma delle allegre sbronze che partono il venerdì e finiscono la domenica sera.Ma siccome qualcuno s’è lamentato che parlo sempre di ste cose,non vi racconterò di quanto mi giri la testa e mi pulsi in fegato in questo momento.
Intanto ieri si è chiusa(degnamente direi) la stagione dell’Hana bi.E non potrei pensare a un posto migliore per identificare questa estate 2008 che è ormai andata in pensione.
Per fortuna questo inverno che ci è piovuto sulla testa così inaspettatamente ci ha proiettato subito verso la sessione di locali che ormai hanno aperto i battenti.Venerdì si è cominciato con l’officina a Cesena,sabato il Velvet a Rimini,Bologna sarà la volta del Covo,e ho paura che ci saranno di nuovo caviglie strette e mancanza di calzini,ma va bene lo stesso.Nel frattempo avrò il modo di percorrere l’amata/odiata A14 per il concerto dei Melvins al Bronson (e doppia batteria!)e quello dei Camillas al Sesto Senso(che riapre) sempre a Bologna.
Giuro che non bevo più.(fino a sabato).

Maschera di cane.

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Praticamente stasera si è inaugurata la sessione invernale duemilaeottobarraduemilaenove. L’occasione era l’apertura stagionale dell’officina49 a Cesena.
In teoria il locale dovrebbe piacermi: musica indierock, concerti, ingresso gratuito, ecc. Invece c’è qualcosa che non si incastra nei miei ingranaggi, e ancora devo capire cos’è. Forse è colpa dei pantaloni stretti alle caviglie, forse è colpa dei mocassini calzati senza vergogna e senza calzini, non so. Però questo posto fatico a mandarlo giù. E dire che stasera ho anche visto dei pezzi di Hana-bi vagare un pò senza meta, ma ovviamente non era la stessa cosa. Sono pure arrivato presto per beccarmi i concerti, peccato che il primo gruppo fossero dei cloni tristi e nordici dei belle&sebastian senza ispirazione e con un accento teutonico da far rabbrividire. E non sono bastati i nasi affilati, le gote rosse e i ciuffi biondi per farmi piacere i pezzi, troppo blandi e per nulla aiutati da una situazione tecnica scarsissima. Poi finalmente ho visto gli A Classic Education, giusto appunto per stroncare pure loro, le loro camicie e le loro scarpe di vernice. Ci vuole altro per fare gli Arcade fire, non basta un mandolino elettrificato. Poi qulache pezzo mi piace pure, mi han pure fatto tornare la voglia di suonare, ma stasera son criticone.
Poi Purtroppo mentre si sale in macchina in direzione Ciuri Ciuri obiettivo-cannolo alla ricotta, Filobox ricomincia a litigare con il telefono, quindi si parte con una guida se possibile ancora più scattosa. Per fortuna ho dietro il cd di To Lose La Track e i Dummo ci travolgono con La Maschera di Cane. Tutti sanno che al primo ascolto fan cagare, al secondo pure, ma dal terzo non ne puoi fare più a meno, e cosi entriamo cantando all’ autogrill dove facciamo rifornimento di Kinder colazione più col malto e i cinque cereali. Becchiamo anche la *CENSORED* con un *CENSORED* ma non è importante.
Non ti preoccupare,vado fuori tempo.Entro con la maschera da insetto,esco con la maschera di cane.

Questo inverno improvviso deve aver preso di sprpresa un pò tutti,figuratevi a me che sentivo freddo pure ad Agosto,ma tant’è così vanno le stagioni e le opinioni dei cantanti,e tanto vale non farsene una ragione.
L’altro problema è che mentre prima non avevo tempo nemmeno per respirare ora mi ritrovo letteralemnte a girarmi i pollici.E dopo la seconda serata consecutiva a cazzeggiare davanti a facebook già ne ho le palle piene.Quindi qui bisogna trovarsi un hobby.Potrei iscrivermi a un corso di badmington,oppure spaccarmi le rotule giocando a calcetto,oppure riniziare a suonare,visto che di batterie ora ne avrei pure due..
Intanto inganno il mio tempo perdendo la vista e la salute facendo del masting per il cd di To Lose La Track.Inutile dirlo che l’unico pezzo che non va bene è il mio quindi stasera sono ritornato in studio,riaperto il progetto di cubase e ho smadonnato di brutto.Ora sembra vada bene però ormai ho le orecchie cotte,quindi lo riprendo domani.E sono sicuro che mi farà cagare.

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