Archive for the 'Uncategorized' Category

Endless summer

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Erano anni che non mi divertivo e sopratutto non avevo questa disponibilità di tempo in estate. Questa nuova vita 2.0 non mi dispiace per niente, anche se non è facile, lontano dalla famiglia e gli amici, vivendo con due soci che ho ribattezzato “un disastro che funziona”. Eppure guadagno più di prima, lo stipendio arriva tutti i primi del mese, quattordicesima compresa, ho due giorni liberi di fila, e quando sono “off” sono in un posto dove la gente spende fior di quattrini per starci. Anche se siamo ancora Agosto e la stagione dura ancora altri due mesi, non nascondo che ho aperto il calendario per contare le settimane che mancano, in questo contrastato sentimento tra la voglia di restare e quella di tornare a casa, fare progetti per il futuro, salutare gli amici, e sopratutto rivedere il gattoh.

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Solstizio musicale.

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Questa nuova vita isolana mi sta trascinando, e trovo poco tempo per ascoltare nuova musica (anche perchè qui sono senza il mio fidato impianto di riproduzione) e nemmeno mi ero accorto che siamo già a metà di questo 2018. Siccome ci piacciono le tradizioni, mi tocca fare “il classifichino” di metà anno, mai tanto spoglio per mancanza di tempo appunto, ma sopratutto di uscite decenti. Ho fatto fatica a metterne insieme 10, vediamo se la seconda parte dell’anno ci offrirà qualcosa di meglio.

1)Car Seat Headrest – Twin Fantasy

Un disco del 2011, ri-registrato e ri-mixato. Sono in un tale periodo di forma che qualsiasi cosa facciano suoni più fresca di ogni disco chitarroso uscito negli ultimi 10 anni.

2)Beach House – 7

Dopo la doppia uscita di tre anni fà, il duo di Baltimora sposta leggermente il tiro, e sfodera come sempre un altro gioellino che come sempre ti trasporta in altre dimensioni.

3)Calexico – The Thread that Keeps us

A più di 20 anni dal primo disco, e dopo le ultime uscite moscie, pensavo di averli persi. Invece Il duo Convertino/Burns svolta verso il pop e trova la quadra.

4)Yo la Tengo – There’s a Riot Going on

Sono sempre una sicurezza. Anche se siamo lontani da Fade, anche in questo disco ci sono un paio di perle che lo fanno volare alto. Peccato che alla distanza si perda un pò.

5)Ben Howard – Noonday Dream

Avevo tantissime aspettative visto che il suo precedente del 2014 è stato forse il disco più underrated dell’ultimo decennio. Non mi ha deluso, ma ancora deve scoccare la scintilla, di sicuro non è un disco immediato ma crescerà alla distanza.

6)H.C. McEntire – Lionheart

Ogni tanto Pitchfork una dritta giusta te la dà. E questo dischetto pop/country prodotto da Kathleen Hanna de LeTigre è un vero piacere ascoltarlo nella sua semplicità.

7)Eleanor Friedburger – Rebound

Giunta ormai al suo quarto disco, la cantante dei Fiery Furnace sposta leggermente il tiro sulla psichedelia e il suo pop ne trae giovamento.

8)Damien Jurado – The Horizon Just Laughed

Il nostro omone canadese dallo sguardo basso ormai ogni anno ci regala bella musica. Nuovo cambio di direzione: abbandonate le suite psichedeliche poco convincenti, torna a quello che sa fare meglio, canzoni voci e chitarra acustica.

9)M.Ward – What a Wonderful Industry

Anche se ormai anche lui giunto al decimo disco, riesco ancora a trovare qualcosa da dire, se solo abbandonasse quel maledetto reverbero anni ’50…

10)Father John Misty – God’s Favourite Customer

Uno dei cocchi di Pithfork, anche se l’ultimo disco faceva pena, qui per fortuna esce un pò dal suo autocompiacimento e torna a scrivere cose belle.

Visto che mi chiedete sempre della rubrica #dischidemmerda eccovi acccontentati con un paio di perle:

Arctic Monkeys – Tranquillity Base Hotel & Casino

Un primo disco+Ep dove non hanno sbagliato un canzone,  seguiti da dischi inutili dove passano dallo stoner (ma per favore) a questo roba senza chitarre piatta e monotona.

Mark Kozelek – Mark Kozelek

Ok, sei il mio eroe, ma hai stracciato i coglioni di buttare fuori 3 dischi all’anno con canzoni di 10 minuti dove “parli” lamentandoti del vicino di casa.

MGMT – Little Dark Age

Un primo disco mostruoso, seguito da ciofeche inascoltabili, produzioni imbarazzanti e credibilità sottozero. Eppure continuiamo a dargli corda, chissà perchè.

New challenge

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Diciamo che la mia vita è stata abbastanza costante e monotona nell’ultimo ventennio, mentre da poco più di un anno sta prendendo dei percorsi poco prevedibili. E se un anno fà a quest’ora ero in un ostello di Tenerife, oggi sono alla reception di un hotel a 4 stelle a Ibiza. Sono passato dalle braghe corte e flip flop, alla camicia bianca e cravatta, e quello che è peggio, alle temutissime #scarpedemmerda. Mi hanno assunto senza che sapessi fare questo mestiere, per una serie di fortunate circostanze e una forte determinazione .

E’ stato un poco come prendere la patente e il giorno dopo fare un GP di F1. Ma a me le sfide piacciono, ho ancora l’intraprendenza dei vent’anni, con la consapevolezza dei quaranta. La stagione sarà lunga, ma se sono sopravissuto a quella dell’anno scorso, posso farcela pure in questa. Chi vivrà vedrà.

Sretan rođendan!

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Gli anni passano, e cercare di (non)festeggiare un compleanno lontano da tutto e da tutti diventa sempre più difficile. Ma grazie al fatto che stiamo diventando tutti sempre più poveri, e che la gente si ingegnia come può, finalmente mi sono tolto lo sfizio di spararmi nove ore filate di Flixbus per andare a visitare Zagabria. In effetti forse l’ho fatto più per provare questo nuovo mezzo di trasporto, con il suo wi-fi, le prese elettriche e il bagno, che per visitare questa ex capitale austro-ausburgica. Che è carina, anzi un tipo, ma niente di più. Col suo centro storico in bilico tra le multinazionali e i palazzoni di vetro stile Baviera, e i suoi tram di cent’anni fà e le case di chiaro stampo comunista che stanno venendo giù ad una ad una.

Ma alla fine il nostro eroe ce l’ha fatta, l’antica anfora è stata portata in salvo, ho assaggiato un pò di aria di balcani, scambiato euro in krune dal poco valore, consumato Nike sul pavè della città alta, e sopratutto ho evitato festeggiamenti più o meno sinceri, e anche se certi fantasmi si sono materializzati, ormai siamo abbastanza forti per passarci oltre, un pò meno la mia testa che è tornata bendata dopo una collutazione con una mensola.

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Si torna a casa.

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Mentre scrivo queste righe, controllo e ricontrollo la sveglia puntata alle 4:30 della notte per prendere il classico volo dei poveracci delle 7 del mattino nell’aeroporto di Gran Canaria.

Già, perché ci eravamo lasciati a Tenerife, dove sono riuscito a coronare il sogno di svernare al caldo, ma per motivi ancora oscuri, ho deciso di trascorrere l’ultima settimana canaria nel relax di Las Palmas.
Purtroppo il volo di domani mattina segna l’ora della mia permanenza alle isole canarie, ma segna anche un incombenza ben più gravosa: la fine del tanto agognato anno sabbatico dal lavoro. Ed è inutile dire che tutti i fantasmi della vecchia vita, dell’ antico lavoro, dell’umida costa adriatica, si stanno paurosamente materializzando.
Domani quando salirò la scaletta dell’Airbus, si taglierà di netto questa storia meravigliosa fatta di spostamenti, di vita in bermuda e flip flop, di conoscenze bislacche e meravigliose, e dei sogni di una nuova vita in un altro paese.
E mentre pensavo che le Canarie fossero un discorso chiuso, stremato dalla vita di clausura del deserto del Medàno, proprio adesso che devo ripartire, scopro la luccicante offerta di una città vera come Las Palmas, mai considerata prima, ma che sembra regalare quel compromesso che Tenerife non ha saputo offrirmi. Ma ormai è tardi, se ne riparlerà un altra volta. Ora devo fare la valigia, rimettere insieme i cocci, preparare il coltello tra i denti e tornare ad affrontare quella vita da cui sono fuggito esattamente un anno fa.
Vediamo come va a finire.
Si_no_tardas_mucho

Tenerife 2.0

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Dove eravamo rimasti? Che ero tornato in Italia dopo una lunga stagione in Ibiza e ancora prima dopo tre intensi mesi a Tenerife.

L’idea era quella di passare l’inverno alle Canarie, lontano da ogni possibile pericolo di glaciazione del mio culo. Dopo aver esplorato a fondo Tenerife l’intenzione era quella di conquistare Gran Canaria come un novello Cortez, ma anche questa volta Workaway è stato prodigo di proposte, ma avaro di risposte. E così alla fine come un Monopoli ho fatto un giro completo passando dal via, e sono tornato nello stesso identico posto che avevo lasciato frettolosamente a Luglio tra le lacrime.
E così addio sogni di conquista, addio emozione di scoprire una nuova città, una nuova isola, le sue strade, le sue spiaggie, la sua gente, per tornare in quella che era già stata la mia casa pochi mesi fa. La grossa differenza è stata l’inizio di una nuova avventura lavorativa, totalmente inaspettata e nuova per me. In realtà mi sono bastati pochi giorni di bicchieri rotti per capire che il cameriere non è, e non sarà mai il mio mestiere.
Quindi doppio lavoro, e addio tempo libero e ulteriori propositi di scoprire qualche angolo ancora inesplorato dell’isola. Ho però avuto il tempo di comprarmi una nuova mountain bike, e salutare definitivamente la mia vecchia “old red” che per tanti km mi aveva accompagnato nelle scorribande off-road. Ho avuto l’occasione di conoscere nuova gente, ovvero tutti gestori di locali di El Medano, praticamente tutti italiani, e quella povera disgraziata che è la mia compagna di sventure al ristorante, un altra scappata di casa come me alla ricerca di qualcosa che questa isola in mezzo all’oceano non ci può dare.
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1)The XX – I See You

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Forse è stato il mio primo disco del 2017, e dopo dodici mesi si ascolta ancora che è un piacere. Tra l’altro ancora non mi era passata la sbornia del disco solista di Jamie XX, tutto improntato su un lato danzereccio, e scoprire che anche la casa madre ha seguito questa strada non può che farmi piacere. D’altronde dopo il piccolo passo falso del secondo disco qualcosa si doveva pur cambiare. Ci sono pezzi inutili, come il primo, ma ci sono dei picchi emozionali come “Say Something Loving” che valgono tutto il disco con gli intrecci vocali di Oliver e Romy, le liriche toccanti, e i riverberi sognanti che li contraddistinguono. E che dire del primo singolo “On Hold” con un campionamento di un pezzo famosissimo degli anni’80,  ma che per individuarlo devi diventare matto. In questi alti e bassi, altri pezzi sognanti come “Replica”o “I Dare You” hanno fatto si che questo loro terzo lavoro salisse in cima alla classifica anche perché quest’anno di capolavori non ne abbiamo sentiti. Lo stesso lavoro di Jamie XX dello scorso anno era globalmente superiore pur senza avere i picchi di questo.
Canzone: On Hold

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