Archivio per aprile 2009

Micah.

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Per la serie corsi e ricorsi storici,dopo il concerto dell’anno scorso di Bill,a un anno esatto di distanza  c’è stato stato quello di Micah  P.  Hinson al Bronson di Ravenna.Come un  anno fa venivo da un service pomeridiano che mi ha fatto rischiare di perdermi l’evento e che ha seriamente compromesso le mie energie del sabato sera.Lungi da me paragonare Mr.Smog con il texano,ma il suo ultimo disco è stato un capolavoro di intensità musicale e di testi che ne ha fatto uno dei migliori anche se colpevolmente fuori dalla mia top ten di fine anno.
Insomma appena finito di scaricare il furgone,doccia veloce,pasta scotta,e via che si parte con il cervello a corto di ossigeno,l’acido lattico nei muscoli e la pelle scottata dal primo vero sole del 2009.Nonostante  le  mie raccomandazioni all’organizzatore avevo seriamente paura di restare fuori dal locale,e il mucchio di auto male parcheggiate non facevano altro che rafforzare i miei timori.Invece entro agilmente,con Chris che mi saluta e rincuora e prendo subito atto che sarà un bagno di sudore data l’affluenza copiosa.
Micah appare subito,con la coppola,gli occhialoni e le sue orecchie a sventola.è accompagnato da un robusto batterista e da una tipa molto carina alla tastiera che rivelerà poi sua morosa/moglie.Suona una copia di una Mustang della Squire che prenderà per il culo e cercherà di accordare inutilmente per tutto il concerto.Partono subito forte con Il Fender Twin Amp che urla accompagnato da un riverbero linchiano,e il ragazzone che pesta(anche troppo) sulla Ludwig.La voce è quella che conosciamo e amiamo,che quando spinge raschia come se avesse un paio di corde vocali fottute,stona spesso e volentieri con smorfie assortite e non sembra minimamente importarsene.Scopro che è un gran chiaccherone,e tra un pezzo e l’altro ci racconta aneddoti,barzellette,ci descrive Austin e di come spende il suo cachet in puttane.Economiche però.
Ci racconta che ogni disco cambia la formazione della sua band e che nell’ultima hanno ruotato una quindicina di suonatori,e ci parla dei suoi problemi alla schiena facendo battute che quasi nessuno capisce,infatti dopo qualche silenzio glaciale chiede al pubblico se devo parlare un pò più lento.
Purtroppo i pezzi dell’ultimo disco sono parecchio stravolti e la ragazza carina si rivelerà poco più che un ornamento sul palco perchè non suona praticamente mai lasciando Micah e il batterista pestone che a un certo punto imbraccia un banjo rivelandosi ben più bravo che con le bacchette.
Devo ammettere che sono rimasto in parte deluso del concerto,il suo approccio da cazzone a volte mi è sembrato a volte un pò irritante dato il talento mostruoso che si ritrova.Come sempre gli americani sono veramente qualche spanna sopra tutti,gli dai una chitarra,un microfono e una batteria,e ti piazzano un concerto della madonna senza tanti fronzoli e tecniscismi.
Il concerto dura anche troppo,le gambe quasi cedono,l’aria è irrespirabile e la calca fa si che dopo il bis il locale si svuota in cerca di aria fresca nonostante Chris inizia il suo dj set con un pezzo dell’ultimo Bonnie Prince Billy.
Provo a cercare un pò di forza in un vodka&redbull ma non sortisce nessun risultato così decido che il posto migliore del mondo è il mio letto sognando già uno spritz domenicale. Image Hosted by ImageShack.us

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Broken promises.

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Avevo promesso di non tornare a Bologna per i prossimi cinque anni, e invece ci sono tornato alla prima occasione buona; avevo promesso di non fare il mostro, e mi sono ridotto a uno zombie ambulante; avevo promesso di non scrivere sul blog delle mie sbronze, ed eccomi qui a farlo; avevo promesso di stare alla larga da quella persona che per ogni soddisfazione che ti da, segue sempre una delusione più grande, e ci sono cascato come al solito; avevo promesso di non fumare più per non arricchire la fiorente mafia italiana, e ho fumato ininterrotamente per due giorni di fila; avevo promesso uno stile di vita sobrio e salutare, invece ho saltato un sonno e tre o quattro pasti. Potrei continuare ancora ma non lo farò, anche perchè non sono pentito di  nessuna delle cazzate fatte nelle scorse 48 ore, e non rimpiango nulla, nemmeno quando sono fuggito dall’Atlantide alle 4 camminando coi piedi freddi per un ora insieme a Micah che mi diceva che non voleva restare solo, io lo sto anche a sentire, ma non comando io.

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Eccola di nuovo:puntuale come la morte,la celebrazione della vita,che ormai da tempo non è più sinonimo di festa ma di countdown verso la fine.Un motivo in più per spremere questa esistenza come un arancia in modo da non lasciare neanche una goccia di rimpianto.Impresa poi vana perchè perde più di un aquedotto pugliese.
E anche se provo sempre a farla passare in sordina,c’è sempre qualcuno o un social network che ti ricorda che invece il tempo passa inesorabilmente.Allora mi domando dove sia il diavolaccio che dovrebbe venirmi a chiedere l’anima in cambio dell’eterna giovinezza,gliela cedo volentieri,tormentata com’è credo che me la rispedirebbe al mittente.
Quindi non stupitevi se questo week end mi vedrete sfrecciare lungo la via emilia alla ricerca di qualche effimera felicità,I don’t belong to anyone dice il vecchio Bonnie Prince Billy,e io lo seguo alla lettera.

Qualche giorno fà incontro Napo dei Uoki Toki al Bar Diamond e mi dice che ha appena fatto un fumetto dove ci sono anche io,incuriosito gli chiedo di mandarmelo.Oggi mi è arrivato via gmail e lo pubblico anche se non so se si può,ma tanto questo blog non lo guarda nessuno…

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Domenica notte mi sveglio pensando che mio padre per qualche oscuro motivo mi sta spostando il letto,alzo la testa piuttosto  contrariato e mi accorgo  che sono solo."ah,è solo il terremoto" penso,e mi  riaddormento subito.
Il giorno dopo solo a metà giornata mi accorgo del casino che è successo e mi vengono i brividi ripensando a quello che è successo dieci anni fà in Umbria,Solo che qui è peggio.
Non so perchè ma mi colpiscono le interviste agli anziani,provo più compassione per loro che per i bambini.E faccio fatica a non commuovermi quando la gente applaude i pompieri che salvano una persona dalle macerie,oppure quando fanno vedere che un acquario coi pesci rossi si è miracolosamente salvato dalla casa crollata.
Cinicamente penso anche che finalmente la finiranno di parlare di questa inesistente crisi per spostarsi sulla nuova notizia,e sarà solo un bene.
Nel frattempo che il mondo stava finendo è arrivata la primavera,un pò senza avvisare,ma non ci offendiamo perchè la attendevamo propio e ci fa solo bene al cuore.E lo vedi dalle margherite e dai locali al mare che riaprono,primo fra tutti l’hana bi.
Questa settimana poi sembrava quella buona per andare a vivere da solo,ma siccome sono un coglione e aspetto sempre le cose mi cadano in testa me la sono fatta sfuggire.Quindi si ricomincia da capo,anzi sfrutto pure il blog per cercare uno o più housemate.
Chi viene metta il dito qui sotto.

I’m not afraid of the sunset or the rain
I’m just afraid of dyin’ alone

And what would you find
And what would you sing
And what would you mean

I’m not afraid of the suffering or the pain
I’m just afraid of dyin’ without findin’ you

And what would we find
And what would we say
And what would we mean

And what would we find
And what would we say
And what would we mean

And what would we find
And what would we say
And what would we mean

Quando la canterà al Bronson,credo che tutti si guarderanno negli occhi e ci si abbraccerà a vicenda.

E ci scapperà pure qualche lacrimone.


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