Archivio per maggio 2015

Barzin vs. Micah

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Ci risiamo, ennesimo concerto del mio beniamino Micah P. Hinson, ed ennesima sensazione straniante di genio incompreso che si butta via/è intelligente ma non si impegna/cazzo senti che voce/minchia è veramente un cazzone.

Ancora una volta il buon Chris lo ha invitato a suonare in terra ravennate, e questa volta era per festeggiare il decennale del primo disco: Micah P. Hinson And The Gospel Of Progress uscito in realtà nel 2004.

Il timore che si presentasse con la sguiata moglie alla batteria è svanito presto vedendo un palco spoglio, il suo solito Shure SH55, e un Fender Twin. Concerto acustico quindi, ma poi neanche tanto, visto che alla consueta Seagull ricoperta di adesivi, alternava un chitarrone finto vintage che ha pure avuto il tempo di battezzare un attimo prima chiamandola “fuckin’ guitar” perchè non riusciva ad accordarla.

E se il concerto era partito bene, con un Micah stranamente preciso e incredibilemente senza sigaretta e bocchino d’ordinanza, poi nel finale ha sbroccato come al solito. Che poi finale è un pò riduttivo visto che ha suonato due ore e la seconda metà è stato il solito delirio di accordi dimenticati, chitarre che non si accordano, pedali che non funzionano, presentazioni in pompa magna di canzoni che verranno interrotte pochi secondi dopo l’inizio. Il caldo non aiuto e piano piano il pubblico inizia a rumoreggiare al bar con cafoneria assoluta e si becca pure il cazziatone di Micah, ma a questo punto ogni logica è saltata e dopo aver raccontato che diventerà padre e che il figlio in grembo non apprezza gli Interpol, si mette a suonare un pezzo loro e nel finale pure una cover dei Nirvana.

E dire che la serata era iniziata con il garbo del timido Barzin, forse l’artista più underrated del panorama indie, che ci delizia di un concerto stringato che ammalia anche i tanti che ancora colpevolmente non lo conoscono. La speranza è di rivederlo in un concerto tutto suo, con la band, e gli arrangiamenti e i cazzi vari, ma la sensazione è che tornerà in Canada a lavorare in ufficio.

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Franco Berrino.

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Il professor Berrino è diventato un piccolo fenomeno sociale. Un pò come i ristoranti vegetariani e vegani che stanno spuntando come funghi nelle città, anche nelle persone c’è un piccolo grande interesse nella cultura del cibo sano. E il prof. è il simbolo mediatico di questo piccolo rinascimento alimentare. La sua fama è cresciuta esponenzialmente grazie ai centinaia di video che si possono trovare su YouTube, compresa una intervista dalla Bignardi. Quello che conquista di questo piccolo grande uomo, è la semplicità con cui ti vengono spiegati concetti alimentari che ti permettono di vivere una vita sana o addirittura che possono prevenire il cancro. Non ha peli sulla lingua, e non ha paura di smerdare colleghi o multinazionali, e ti conquista subito con il suo sguardo sveglio, l’aspetto da scienziato pazzo, e la battuta che ti regala sempre per stemperare concetti altrimenti astrusi o noiosi.

Questa Berrino era a Fano, a dodici km da casa mia, per una conferenza in una scuola gremita fino all’inverosimile, ed io non potevo permettermi di perderlo. Due ore seduto sul freddo cemento di un auditorium che però mi sono volate e non hanno fatto altro che rafforzare i miei convincimenti sulle scelte alimentari che ho deciso da tanto tempo e che continuo a portare avanti nonostante lo scetticismo e l’ignoranza generale.

Ci vorrebbero più Berrino e meno Renzi, ma ci dobbiamo accontentare.

Tagliatelle.

Una volta compravo giocattoli, poi dischi, poi strumenti musicali, ed ora attrezzi da cucina. Credo sia una normale evoluzione verso il mondo degli adulti, anche se cerco di restare aggrappato a quello degli adolescenti con tutta la forza che ho. E dopo il corso di pasticceria, stasera ne ho iniziato uno di tagliatelle. Si, proprio di tagliatelle, a Novilara, un delizioso borgo che dedica una festa proprio a questa famosa pasta fresca. Il corso è veramente ruspante, siamo quasi una trentina di partecipanti, non c’è un insegnante, ma tante azdore che girano per i tavoli dando consigli e aiutando quelli che come me,sono un pò più impediti. Ho fatto amicizia con la mia compagna di banco che è una arzilla casalinga sui sessantanni, la quale mi racconta aneddoti sulla sua vita, sono riuscito a dimenticare le uova, il mattarello e la piana che avevo erano troppo piccoli, ma mi sono divertito come un bambino.10982453_10206294994350490_3613485801708281428_n


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