Archivio per maggio 2012

Valtari.

Tipico esempio di disco-inculata. Spiego meglio per chi è generazione 2.0.

C’era una volta, un periodo quando si compravano i dischi, e quando usciva quello del tuo gruppo preferito, ti fiondavi al negozio di fiducia, e spendevi i tuoi sudati trentacinquemilalire per acquistare a scatola chiusa quello che pensavi fosse il loro nuovo capolavoro.

A volte era così, ma volte scattava l’effetto-inculata. Mi ricordo ( e dio me ne scampi ) quando ero in fissa coi primi due dischi degli Stone Temple Pilots ( ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio ). Ricordo che come scoprii che uscì il terzo disco, fui uno dei primi a comprarlo, e appena arrivato a casa, non potevo credere a che immane cagata avessero fatto. Il tempo ci dirà che in effetti il gruppo meritava propio poco, ma quel disco è stato per tanto tempo lì ad ammonirmi di stare attento a prendere le cose a scatola chiusa.

Tutto questo preambolo per dirvi che per me Valtari è una cagata pazzesca. L’avevo capito subito da come l’aveva descritto una recensione in rete. Un disco senza batteria fatto di tappeti sonori e atmosfere glaciali.

Per fortuna o purtroppo oggi i dischi si scaricano ma rimane sempre la delusione nell’apprendere che uno dei tuoi gruppi preferiti è alla frutta, e che questo 2012 musicale sarà povero di cose belle.

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Bloom

 

Ragazzi sento odore di disco che finirà dritto dritto nella classifica di fine anno, probabilmente pure ai piani alti, e di santità per un gruppo di Baltimora.

Sono passati tanti anni ormai da quando li vidi in un Covo mezzo deserto insieme a Jana Hunter, in un concerto assai precario ed improbabile. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbero finiti nel salotto di Letterman da lì a poco, e sopratutto nuovi idoli di teenager pseudo -indie.

Nel mezzo c’è stato un altro disco,un paio di guerre, un governo tecnico e i pantaloni si sono accorciati fino alle caviglie. Il pedalino Boss più venduto è passato dal TurboDistortion® al Digital Reverb® , sono andato a vivere da solo ma continuo a bere Red Bull.

Poi come fanno a fare dischi talmente belli continuando a fare la stessa canzone è il quarto mistero di Fatima, non ce ne curiamo troppo e ci lasciamo trasportare dai tastieroni e dalle atmosfere sognanti in attesa di una estate che sembra non arrivare mai.

Car Crash.

La foto risale al giorno dopo, quando sono tornato a constatare i danni, e togliere i cocci dalla strada, e a cambiare la gomma per spostare la macchina a spinta, visto che non ne vuole sapere di accendersi.

Come avrete capito ho fatto un incidente, e il fatto che io sia qui a raccontarlo mi solleva ma allo stesso momento mi fa capire quanto sia sottile il filo che ci lega a questa esistenza terrena.

Mi sono addormentato. Questa è quello che successo, nonostante io tengo botta la stanchezza, l’alcol, e l’ora tarda, è successo.

Un secondo prima guidavo, e un secondo dopo ero nel sonno più profondo, tanto è vero che mi sono svegliato con un frastuono e la macchina che saltava sopra uno spartitraffico e ci ho messo qualche minuto a capire cosa stava succedendo.

Ruota esplosa, sospensione danneggiata, vaci acciacchi di carrozzeria e chissà cosaltro ancora alla mia povera auto teutonica e neanche un graffio a me.

Ma poi ti viene di pensare che invece di uno spartitraffico poteva essere un platano, o una macchina che veniva in senso opposto, o un povero cristiano che portava il cane a passeggio alle 5 del mattino.

E allora anche se sappiamo tutti che il buon Dio non esiste, magari qualcuno ha voluto mandarmi un segno, e quel segno dice inequivocabilmente di DARMI UNA CALMATA.


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