Archivio per marzo 2014

Equinozi.

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Sono anni che cerco di far capire alla gente che la primavera, quella metereologica, inizia il primo Marzo, mentre quello astronomica il 21, e in realtà sono ormai sette anni che l’equinozio cade il 20 di Marzo. Comunque, fregandocene del calendario gregoriano, festeggiamo questo rito che annualmente si ripete, il ritorno della vita sulla terra. Quest’anno forse è meno sentito visto che abbiamo avuto un quasi inverno, ma vedere le gemme sui rami degli alberi, i prati che si colorano di fiori, le giornate che si allungano, e i cappotti che rimangono negli armadi, è la droga più potente che madre natura ci potesse regalare, abbiamo endorfine assicurate per i prossimi mesi!

Her

Her

Non attendevo tanto un film da “Into the Wild”. Finalmente dopo mesi di attesa finalmente Her è arrivato nei cinema. NEL cinema, visto che a Pesaro è uscito solo al Loreto, che è un piccolo cinema della parrocchia fermo agli anni ’70.

Per quanto ho cercato di conoscere meno cose possibili per evitare spoileramenti vari, sapevo praticamente tutto. Non sapevo però, quanto fosse bella la colonna sonora degli Arcade Fire, nè la bellissima fotografia, specialente gli esterni, anche se potev aimmaginarmela. Non sono riuscito a vedere (sentire) la versione originale, con la voce di Scarlett Johansson, ma devo ammettere che la Ramazzotti non ha per niente sfigurato.

La storia la sapete tutti: Theodore è un nerd appena lasciato dalla ragazza che scrive lettere sdolcinate per conto terzi. Installa un nuovo OS nel computer, questo ha una propria anima e finisce per innamorarsene.

In mezzo tra il diabolico Hal 9000 di Kubrickiana memoria e il meno famoso Lars e una ragazza tutta sua, Spike Jonze vuole farci riflettere, a volte anche ridendo, sul rapporto che abbiamo con le macchine, e su come la società si sta alienando sempre più senza accorgersene.

Il finale tira un pò troppo per le lunghe e forse si sente la mancanza di un vero sceneggiatore, di sicuro nel derby con il suo omologo Michel Gondry, questa volta vince il primo,  se non altro per la pesantezza del secondo tempo di Mood Indigo, degno della “cura ludovico”.

Teutonici.

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Circa dieci anni fà, comprai la mia prima macchina “vera”. Nel senso che prima ho posseduto due Fiat Uno di fila, avete per successione, amate perchè è stata la mia prima quattro ruote e quindi la chiave della mia libertà, odiata perchè in quanto Fiat era un vero disastro, Fix It Again Tony.

Giurai a me stesso: “da adesso in poi solo macchine tedesche”. E così feci, per dieci anni la mia Classe A è stata compagna di avventure, di sbronze, incidenti, alcove sexuali, dormite e viaggi su e giù per la romagna. Sul sedile di fianco si è seduto persino J Mascis e ricorderò la stella a tre punte sempre con affetto e soddisfazione.

Però il tempo passa, i figli crescono le mamme imbiancano e sopratutto la benzina arriva alle stelle. E quindi mi sono deciso, anche per uno spirito più ambientalista, ad andare su una macchina più efficente.

La scelta è caduta su una Audi A2, ovviamente di seconda mano, che nella sua bruttezza è stata un esempio di modernità ed efficenza con il suo motore turbodiesel a tre cilindri e la sua carrozzeria in alluminio che la rende leggerissima.

Proprio le sue forme sgraziate l’hanno resa un insucesso commerciale e la sua relativa svalutazione sul mercato dell’usato.

In realtà rimane la sua solida germanità, la qualità della casa dei quattro anelli, un ottima efficenza aerodinamica e, speriamo, una poca sete nei consumi.


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