Archivio per agosto 2015

Hot Scary Summer.

Oggi è l’ultimo giorno d’estate. Si, il primo Settembre inizia l’autunno metereologico capra. E’ stata una estate lunga, calda, che è scivolata via senza quasi accorgemene. Mentre l’anno scorso ha sempre piovuto, quest’anno non si è vista una goccia. Nonostante questo ho fatto la metà del lavoro dell’anno scorso. E’ iniziata con gli esami per la patente e il rinnovo decennale festeggiato con la dovuta sbronza, ed è finita con il solito seratone-dritto condito dalla vodka/redbull. In mezzo ci sono state poche giornate al mare, tante partite a beach serali, un paio di concerti improbabili ( di cui uno in una meraviglioosa Bologna incredibilmente attiva), una cena dove ho ritrovato dopo ventanni la vecchia squadra di volley, i soliti festival-sicurezza, le solite serate-cinema all’aperto, ma sopratutto due meravigliose gite a Lido di Classe e Fiorenzuola into the wild. Cosa succederà ora non lo so, il piumone è già pronto per l’uso, ma intanto ho prenotato la vacanza in Sicilia. Obiettivo: tornare ingrassato di almeno cinque kg.

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Ferragosti alternativi.

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Ferragosto è sempre stata una festa anomala per me. Una festa dove si celebra l’estate che in realtà coincide con la fine di essa, non può essere una festa, non ci vuole molto a capirlo.

Dalle mie parti come se non bastasse, c’è questa usanza per me ancora più misteriosa, che vuole che appunto il 15 di Agosto non si vada al mare. Un giorno un amico mi spiegò che il motivo era che una volta i contadini dell’entroterra facevano questi mega pranzi per poi andare fare il bagno senza saper nuotare, e ovviamente schiattavano come mosche. Non so se crederci o meno, ma a me il Ferragosto ha sempre fatto un pò strano.

Quest’anno cadeva addirittura di Sabato, ma invece di fare doppiette e mega serate ho deciso di passarlo in modo un pò inconsueto. Con in testa le immagini de Il Sorpasso, ho deciso di fare il pieno alla fidata A2 e sono partito per l’entroterra forlivese, quella misteriosa terra fertile dal passato scabroso e dal futuro sempre più incerto, se diamo credito alle teorie apocalittiche dello scioglimento dei ghiacciai.

Mi aspettavo di non trovare molta gente, ma non certo le strade deserte come nel film di Dino Risi,  negozi con le serrande abbassate e i cartelli con scritto a penna chiuso per ferie. E così vagare per Russi, Pilastro, Bagnacavallo ha avuto un sapore ancora più particolare. E perdermi in reticoli privi di cardo e decumano è stato per una volta piacevole, e mentre pensavo che anche se avessi trovato un ristorante aperto, non avrei potuto assaggiare le specialità del luogo in quanto fortemente carnivore.

In realtà il problema non si è posto visto è era tutto sprangato e allora mi sono accontentato di scoprire che il famoso mulino Spadoni, che tanta farina mi procura per i miei dolci è proprio di queste parti.

Per fortuna ho un Audi e non una Lancia Aurelia, così sono potuto ritornare a casa sano e salvo a raccontarvelo.


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