Archive Page 2

8)Sam Amidon – The Following Mountain

MI0004227199
Sam Amidon è un cantautore del Vermont un pò sfigghy. Nel senso che canta canzoni sempre tristi (come piacciono a me) e nel senso che i suoi bellissimi dischi non se li caga mai nessuno. Nemmeno questa volta nonostante sia un piccolo gioiello di musica folk, arricchito per la prima volta da un vero gruppo. E le atmosfere ne hanno guadagnato, le piccole percussioni di Juma Mountain ad esempio fanno pensare al Tim Buckley, mentre qualche intervento elettronico rimanda a William Fitzsimmons. Il violino irlandese la fa da padrone, a volte pure troppo come nella seconda traccia, al limite del fastidioso anche se sono le chitarre acustiche la cosa migliore. Il disco termina ( si fa per dire) con una jam di 12 minuti dove si lascia anche troppa briglia ai musicisti.
Canzone: Juma Mountain.
Annunci

9)Broken Social Scene – Hug of Thunder

MI0004262085
A sette anni dall’ultimo disco, torna il collettivo( il termine è più appropriato di band)dei Broken Social Scene. A parte Kevin Drew e Brendan Canning che sono gli unici fissi, gli altri componenti sono Feist, o musicisti di: Metric, Stars, Perfume Genius, Do Make Say Things, Hidden Camera, insomma tutto il gotha della musica Canadese che tanto sta tirando negli ultimi anni.
Come sempre, anche questo disco è un piccolo Bignami di quello che deve essere l’indie rock nel 2017, dal rock con le batterie potente del primo singolo, alla ballata elettronica, dalla sperimentazione agli arrangiamenti con fiati e violini. Rispetto al solito sono tanti i pezzi cantati da Feist e Emily Haines dei Metric rispetto a Kevin Drew e pure la durata è leggermente inferiore. La copertina invece, è brutta come al solito.
Canzone: Please Take Me With You.

10)Elbow – Little Fictions

MI0004183847
Più invecchio, e più prediligo ascolti riflessivi e d’atmosfera, rispetto alle distorsioni e alla furia rock’n roll. E se vent’anni fa un disco come questo l’avrei tirato dalla finestra, oggi diventa uno di quelli che ha girato di più nelle mie orecchie, sopratutto quando ero alla guida della mia A2. Azzardando potrei dire che questo è il disco che avrebbero dovuto/potuto fare gli U2 nel 2017 se non si fossero rincoglioniti, una volta lo chiamavano adult-rock, oggi dream-pop, a me interessa che assomiglino più ai Lambchop che alla band di Bono Vox.
Canzone: Gentle Storm

11)Mac De Marco – This Old Dog

MI0004220516
Questo è il disco perfetto per bighellonare. Ed è quello che usavo quando facevo le mie escursioni tra i vulcani di Tenerife, ed ogni volta era come ascoltare il sole. Già dalla copertina si respira positività, e quasi non ci si crede che il nostro canadese cicciottello abbia sfornato sette dischi in nemmeno cinque anni.
Canzone: Still Beating

12)The New Year -Snow

MI0004190232
Ricordo quando uscì, era Maggio, stavo scalando il Teide e pensai: oh, no, ancora un altro disco dei New Year, ora però devo ascoltarlo. Dopo il primo pezzo che è la classica canzone alla NY, bello ma che nulla aggiunge alla loro discografia, arrivò Snow, una lenta canzone, leggermente jazzata, il cui cuore è un dolce suono di metallofono il quale crea dipendenza data la sua intrinseca bellezza. Da qui in poi è tutto in discesa, con i ritmi stanchi dell’amico Chris Brokaw e con le atmosfere tristi come il grigio della copertina.
Canzone: Recent History.

13)Lana del Ray – Lust for Life

MI0004269467
Avevo giurato mai più. Il terzo disco era stato uno dei peggiori disco-merda della storia, e già  su di lei aleggiava da sempre questo alone di fake dovuto al fatto che tutto quello che ascoltiamo non è farina del suo sacco. Eppure mi ha fregato ancora: questo disco sa essere catchy quanto basta per farlo entrare in classifica, ed ha melodie talmente belle da farlo salire fino a qui. Evidentemente il papino questa volta ha scucito più soldi del solito, e i risultati si sentono. Pure le ospitate sono piuttosto pesanti, da The Weeknd, a Stevie Nicks, fino ad arrivare al figlio di John Lennon in una delle canzoni più belle.
Poi ci sono i difetti, tanti, a partire dal minutaggio, da almeno un terzo di canzoni da buttare nel cesso, a certi testi ridicoli, o alle incursioni rap di ASAP Rocky(che cazzo di nome di merda è!?)che segnano il punto più basso del disco.
Canzone: Love

14)Micah P. Hinson – Presents the Holy Strangers

MI0004247658
Chi mi conosce bene sa quanto ami questo giovane vecchio dal passato problematico. Il suo disco del 2008 rimane in cima nel mio personale olimpo dei dischi perfetti. Devo anche dire che ahimè, qui picchi non è mai riuscito a replicarli, nonostante abbia sfornato ormai una decina di album.
Lo schema è sempre quello: voce baritonale, chitarre acustiche dylaniane, arrangiamenti orchestrali e atmosfere da sfida all’ O.K. Corral. La novità è che quasi la metà dei pezzi rimane solo strumentale, non si sa se perché  il nostro eroe non ha saputo trovare le giuste liriche, o perché i pezzi erano talmente belli che non necessitavano di parole.
Canzone: The War

Archivi

Flickr Photos

Blog Stats

  • 15,265 hits